A me un dio ha concesso di dire quanto soffro.




























A me un dio ha concesso di dire quanto soffro è una discesa nel verso, ovvero un primo studio dal Torquato Tasso di Goethe che Giuseppe Isgrò porta in scena Teatro della Contraddizione di Milano, con Daniele Fedeli.


Se Giuseppe è una mia/nostra vecchia conoscenza, Daniele lo incontro per la prima volta dopo averlo visto al Premio Hystrio 2012 dove non vinse e di questo mi meravigliai molto, ma si sa i gusti sono gusti, ma sul talento nessuno dovrebbe sbagliarsi, specie dei professionisti. Di fatti, di pochi giorni fa, la candidatura di Daniele al Premio UBU 2019 attore under 35!


Scorsa stagione rividi Daniele in scena, grazie a Giuseppe, strano il destino sempre al Teatro della Contraddizione nello spettacolo MALAGRAZIA (con un altro giovane attore che tengo d’occhio da un pò; Edoardo Barbone), qualche settimana dopo, lo strano caso, volle che mi trovai Daniele protagonista dello spettacolo Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte (se ve lo siete persi ‘no panic’ aprile 2020 tornerà in scena al Teatro Elfo/Puccini).


A questo punto non potevo perdere l’occasione di evidenziare il talento di Daniele in compagnia di Giuseppe durante una pausa dello spettacolo...



A ME UN DIO HA CONCESSO DI DIRE QUANTO SOFFRO

dal 5 al 7 dicembre 2019

Teatro della Contraddizione

Via della Braida 6 - Milano

ideazione e regia Giuseppe Isgrò

drammaturgia Francesca Marianna Consonni, Giuseppe Isgrò

con Daniele Fedeli

voce off Giovanni Franzoni


sinossi

la scrittura in versi del Torquato Tasso di Goethe è ripensata come canto interiore, musicale e straziante di un poeta cortigiano sopraffatto dalle lusinghe e dalle strategie del potere. Il suono incarna la tensione del poeta con la realtà, tirata sui nervi, come suon di nerbo, come corde che, vibrando, trasmettano l’onda psichica ed emotiva di un Tasso definitivamente stordito dal potere, ormai impazzito, recluso.


Lo studio di A me un dio ha concesso di dire quanto soffro è l'occasione per iniziare l'esplorazione dell'opera teatrale che Goethe scrisse poco più che quarantenne, attratto dalla figura di Tasso, il primo poeta cortigiano che, sotto la custodia e la lusinga del potere, impazzisce a causa dei rapporti di corte e delle strategie finalizzate o interessate dei cortigiani.


Storia più che mai attuale e che consiglio di andare a vedere. Dove? nella piccola e accogliente sala del Teatro della Contraddizione. Io come sempre ci sarò munito di tessera associativa, Voi?


Buona serata

Milano 02/12/2019

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