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Un'esplosione di coreografie al Teatro Martinitt con DANCE EXPLOSION!


La stagione teatrale targata Teatro Martinitt apre, come consuetudine, in punta di piedi grazie alla rassegna...


DANCE EXPLOSION!

dal 13 al 22 settembre 2019

Teatro Martinitt

Via Pitteri 58 - Milano

Sei serate per altrettanti spettacoli, perché la danza è per tutti. In calendario performance davvero imperdibili, tutte diverse nei ritmi, nel genere, nelle storie e nelle coreografie ma con un determinatore comune: il linguaggio universale del corpo…


Ad aprire le Danze sarà la Compagnia Danza e Musica Movin’Beat che presenterà venerdì 13 settembre lo spettacolo:


TRIP

regia e coreografia di Antonella Perazzo

musiche di Gianluca Perazzo e Mario Perazzo


Un viaggio coreografico e musicale che punta ad evidenziare tre differenti periodi storici, artistici e culturali. Fernando Botero, Frida Kahlo e Pablo Picasso guidano lo spettatore in un percorso artistico caratterizzato dalla ricerca di forme bizzarre, dai colori del dolore, dalla scomposizione e fusione di forme e sentimenti. Un insieme di visioni e sensazioni marcate dal ritmo delle melodie appositamente create.


Sabato 14 settembre

lasciatevi contagiare dal ritmo latino con la Compagnia Jumpin’Joe&Friends che presenterà:


ME GUSTA MUCHO! RITMO LATINO POLIEDRICO

coreografie di Giovanni Lampugnani


Un viaggio nell’universo latino. Si passerà dal Paso Doble alla cultura Gipsy-flamenca, sfiorando grandi Musical come Copacabana e Evita. Non mancherà un riferimento all’ambiente e ai colori delle telenovelas sudamericane. Ospiti di pregio della compagnia in questa occasione la preziosa attrice Claudia Lawrence, già prima donna per molte stagioni della Compagnia del grande Paolo Poli, e anche una coppia di tango d’eccellenza, composta dall’argentina Marina Fuhr e dal nostro Renato Innocenti, protagonisti da anni protagonisti della variegata scena del tango in Italia.


Domenica 15 settembre

assolutamente da non perdere la coreografia di Macia Del Prete che presenterà:


BODY THINGS

regia e coreografia di Macia Del Prete

con Nicolò Besozzi, Giuseppe D'andrizza, Alice Mantovani, Alessandro Rigamonti e Anita Lorusso


Ho conosciuto Macia grazie a Lidia Carew. Ho sempre e solo visto le coreografie di Macia su youtube, adesso grazie a DANCE EXPLOSION! potrò finalmente vedere live un suo spettacolo.


Per Macia il corpo suggerisce numerose investigazioni e pensieri che stimolano la riflessione artistica, creativa ed intellettuale. ll corpo come soggetto/oggetto che assume di volta in volta intenti e significati nuovi, disparati e talvolta opposti. Dalla forma alla sua trasfigurazione, dall’attenzione alle pulsioni carnali e sessuali alla trascendenza metafisica, dalla narrazione epica a quella del quotidiano fino alla perdita di identità e via continuando con gli innumeri temi a cui il corpo è chiamato continuamente ad esser simbolo.


Venerdì 20 settembre

dopo una pausa torna la Danza al Martinitt con un altro grande coreografo e lo spettacolo:


TRITTICO D'AUTORE

coreografie di Giorgio Azzone

con Salvatore De Simone, Mariacristina Mambretti, Elena Meola, Kevin Regonesi, Viola Vicini


La Compagnia Arkè Contemporary Dance Company presenterà ben tre creazione contemporanee molto diverse tra loro per linguaggio, musiche, drammaturgie che esaltano l'espressività e la versatilità dei danzatori:


The Blue Hour (2018)

Bach in Motion (Nuova Creazione)

Feeling Good (Nuova creazione)


Incuriosito dalle sue 3 creazioni, ho contattato Giorgio Azzone.


Giorgio, The Blue Hour è un particolare momente della giornata. Quale, se posso?


Rappresenta un momento di transizione che porta ad un cambiamento radicale e ad una dimensione nuova del tutto da scoprire. La Blue Hour o Golden Hour è un termine tecnico utilizzato dai fotografi per identificare quell'esatto momento della giornata in cui la notte diventa giorno, o viceversa, in cui ci sono le condizioni ideali di luce per fotografare paesaggi. Quindi è un momento che segna la fine di un giorno e l'inizio di uno nuovo. Questa condizione ho cercato di portarla nella dimensione umana, quando durante il nostro percorso di vita ci ritroviamo a chiudere un cerchio per iniziarne uno del tutto nuovo e ignoto.


Quando è nata l’esigenza di raccontare questa giornata?


Credo che ognuno di noi, nelle relazioni interpersonali arriva un momento in cui, deve essere consapevole che per andare avanti bisogna essere capaci di lasciar andare l'altro/a per il bene di entrambi e per continuare il nostro percorso. La nostra vita è innanzitutto nostra e dobbiamo avere una relazione equilibrata prima con noi stessi e poi con un'altra persona.


Bach in Motion è un omaggio al grande compositore Bach. Cosa ti unisce alla sua musica?


La musica di Bach mi ha sempre affascinato. Ha una struttura molto complessa e caotica ma che all'ascolto porta ad un equilibrio e armonia che ogni volta mi lascia a bocca aperta. Quindi ho voluto riportare questa caratteristica stilistica del compositore anche nella mia coreografia. Inoltre, nonostante che le sue composizioni non hanno dei temi ben precisi e non sono narrative, c'è sempre una emozione che arriva quando si ascoltano le composizioni di Bach. Ed io ritengo che quando un'opera d'arte ti lascia un segno emotivo, allora è un capolavoro!


Feeling Good è un invito al piacere. Piacere inteso come Like?


È un invito al piacere sotto tanti punti di vista. Oggi il piacere ha perso quel suo significato emotivo e fatto di sensazioni fisiche. Oggi se io piaccio a qualcuno o mi sento apprezzato dalla società è perchè ho un numero elevato di Like e un milione di Follower. Ma dove è finito il vero significato del piacere? Questa coreografia è un promemoria del fatto che noi esseri umani viviamo di emozioni, di situazioni che ci fanno sorridere, amare, per come noi siamo realmente senza filtri. E che la vera realtà non è quella che noi pensiamo di vivere guardando uno schermo di vetro illuminato.


A proposito di filtri, oggi ci nascondiamo dietro tanti filtri, il tuo rapporto con i social...


È molto distaccato.

... ok lo ammetto sono anche io un po' social dipendente, ma perchè uso questo mezzo di comunicazione potentissimo per vedere cosa succede nel mio ambito artistico, per promuovere il mio lavoro e anche, qualche volta, per condividere con il mondo cose che mi fanno stare bene della mia vita privata. Ma non sono una persona che è alla ricerca sfrenata di follower e cuoricini sotto i post.


A fine serata cosa vorresti che si portasse a casa lo spettatore grazie al tuo Trittico D’autore?


Trittico D'Autore è una serata che porta tante emozioni e presenterà al pubblico tre realtà e stili coreografici totalmente diversi che fanno parte di me. Ho avuto la fortuna di lavorare e aver avuto come maestri personalità artistiche totalmente diverse l'una dall'altra e questa serata è ciò che sono come Artista. Il pubblico avrà la possibilità di emozionarsi, riflettere, divertirsi e ammirare una danza di alto livello con degli ottimi danzatori professionisti con cui ho la fortuna di lavorare.


Non so voi, ma io sposo appieno quello che ha detto Giorgio e non vedo l’ora di andare a vedere il suo Trittico D’Autore!


Sabato 21 settembre

invece ci sarà un omaggio all’ironia e alla poetica del grande attore Giorgio Gaber grazie allo spettacolo:


A TUTTO GABER

coreografie di Barbara Gatto

con Marta Castelletta, Asya Pravato, Viola Rango, Ivet Ivanova, Gjergji Meshaj, Matteo Castelletta

Un racconto in danza, e visto che la mia principale passione è il teatro, incuriosito da A tutto Gaber non potevo non contattare Barbara per sapere:


Quando e perché nasce uno spettacolo di danza contemporanea su Giorgio Gaber?


Principalmente per la mia passione verso la sua arte, ma soprattutto perché un artista che mi appartiene per vari motivi. Devi sapere che non è il mio primo spettacolo su Gaber, dopo aver realizzato Eppure un uomo (che sarà in scena al Teatro Faraggiana di Novara il 7 e 8 novembre 2019) ho voluto creare uno spettacolo, più ironico e più verso il teatro canzone e chiaramente meno impegnato di Eppure un uomo. E così è nato; A tutto Gaber.


Cosa ti accomuna a Gaber?


L’ironia.

Amo prendermi in giro come faceva lui. E mettermi in discussione, sempre!


Gaber non a tutti risultava gradito, se vuoi scomodo e oggi più che mai attuale. Oltre all’ironia del Signor G. con A tutto Gaber ci restituirai anche questo suo lato?


Più che attuale direi che il suo pensiero andava oltre, scomodo per quei tempi mentre oggi potremmo dire che ci aveva visto lungo. Con A tutto Gaber restituirò la sua ironia.


Trattandosi di un canta-attore e mettendo in scena uno spettacolo di danza ci saranno parti recitate?


No. Però trattandosi di testi in italiano non potevo realizzare dei movimenti coreografici che non fossero riconducibili alla parola. A tutto Gaber resta uno spettacolo leggero anche grazie alle canzoni scelte, tipo; Torpedo blu e Goganga che potrebbero sembrare ‘canzonette’ ma che col tempo hanno lasciato il segno.


I nostri giovani non hanno fatto in tempo a conoscere il Signor G. a fine serata qual è il tuo obiettivo con A tutto Gaber?


Il mio primo obiettivo è che la danza torni sempre più spesso in Teatro, di conseguenza che gli spettatori tornino ad affezionarsi alla danza. Detto questo vorrei che lo spettatore passi una serata in allegria e grazie a A tutto Gaber, uscire da teatro con il sorriso e tornare ad avere voglia di stare insieme ad altre persone senza scrivere messaggini o mandare vocali. E perché no, dopo A tutto Gaber ritrovarsi a fare due chiacchiere al bar.


Prima di andare a fare due chiacchiera al bar bisogna andare 'a tutto Gaber' il 21 di settembre per conoscere un grande uomo di spettacolo e di cultura, qual era Giorgio Gaber, un artista che ha incantato intere generazioni lungo un quarantennio di carriera coniugando, come personale biglietto da visita, il teatro-canzone.


Domenica 22 settembre

chiude la rassegna la Compagnia Our Contemporary Ballet con lo spettacolo:


MATERNITY

coreografie di Elena Turchi


Uno spettacolo sulla similitudine che lega il simbolo dell’albero della vita alle dinamiche che appartengono all’essere umano ed animale. L’albero della vita pone nelle proprie radici le tradizioni del passato, conserva nel suo tronco i nodi e le sfide del presente, concretizza attraverso attraverso la nascita dei frutti il senso della vita. La coreografa Elena Turchi nel suo nuovo lavoro, evidenzia inoltre l'aspetto antropologico della maternità, che accomuna le donne di tutte le culture del mondo, le quali custodiscono in grembo la speranza nel futuro.


La danza, anche quando parte da un testo (vedi A tutto Gaber) è fatta di immagini e le immagini arrivano spesso dove le parole non riescono ad arrivare. La danza mette al centro di tutto il corpo (vedi Body things) e con il corpo trasmette tutto.


Quindi, che danza sia al Teatro Martinitt con DANCE EXPLOSION!


Buona Serata

Milano 09/09/2019