• Facebook Icona sociale
  • Instagram Icona sociale
  • Twitter Icon sociale
  • YouTube Icona sociale

2018 TAGteatro by TiTo

una finestra sempre aperta sul teatro

Questo sito web utilizza i cookie per migliorare la vostra esperienza. Leggi di più

Metti un fine settimana nel Giardino delle Esperidi


Il mio personalissimo viaggio, alla scoperta dei festival teatrali più belli in Italia, doveva essere solo virtuale invece grazie a Il Giardino delle Esperidi 2019 (a Campsirago, frazione di Colle Brianza) il mio viaggio è diventato reale.


Di fatti, nell’ultimo fine settimana del Festival (5-6-7 luglio 2019) ho fatto il pieno tra teatro, performance e concerti ma soprattutto è stata un’occasione per immergermi tra la natura, l’arte, il talento e la bellezza nei borghi e sui sentieri del Monte di Brianza.


Ma cos’è successo in questi tre giorni nella Residenza Campsirago?


Per coloro che mi seguono sui miei profili Social avranno visto le mie Storie su Instragram (@tagteatro siete stati tantissimi, un successo e vi ringrazio tutti) e avranno potuto godere dei video che ho postato.


Per coloro che si sono persi la visione delle mie Storie, vi faccio un breve riassunto... e visto che il mio modo di raccontare il teatro avviene attraverso i video, in questo caso ho preso in prestito i bellissimi scatti realizzati del fotografo Alvise Crovato e vi racconto la mia esperienza ne Il Giardino delle Esperidi 2019.


venerdì 5 luglio 2019 ore 19:00

da Milano arrivo, direttamente in scooter, nella Piazza della Stazione di Olgiate Molgora, dove ad attendermi ci sono le mie due Angeli Custodi (Giulia Castelnovo e MariaLuisa Giordano che per tutto il mio soggiorno al Festival non mi hanno lasciato solo neanche un un attimo). In Piazza è già tutto apparecchiato per lo Spettacolo-Cena Saga Salsa della compagnia Qui e Ora Residenza Teatrale. Uno spettacolo portato in scena, osp... in tavola direttamente dalle attrici Francesca Albanese, Silvia Baldini e Laura Valli.



Avete letto bene, con lo spettacolo Saga Salsa si mangia (rigorosamente a base di salsa di pomodoro), si canta (rigorosamente Viva la pappa col pomodoro) e si ride, specie quando in stazione arrivano treni, o avvisano che un treno è in partenza, o quando i passeggeri scappano perché inseguiti da Silvia.


Uno spettacolo insolito e divertente, anche se alla fine si riflette. Se pensiamo che oggi non si mangiano più le pietanze, ma le si fotografano per poi essere postate sui Social! Se pensiamo che siamo sempre più ossessionati dalle continue diete, fino ad arrivare al cambiamento nei rapporti umani. Qui il cibo diventa un racconto e quello che mettono in tavola le ragazze di Qui e Ora è la storia di tre donne, tre generazioni, che raccontano la vita, quella reale, quella di tutti i giorni, quella che vuole emozionare come solo il teatro fa.


Quando si dice che con la cultura NON si mangia, quanto sbagliano! Tutti noi eravamo sazi.


Dopo cena, solitamente, cosa si dovrebbe fare?

Andare a teatro.


E così, con tutto il pubblico presente in Piazza, ci trasferiamo a Casa Gola (villa appartenuta al pittore Emilio Gola) dove ad attenderci c’è una strepitosa Chiara Ameglio, ideatrice, coreografa e interprete di TRIEB_L’idagine (di cui avevo già parlato QUI) in collaborazione con Marco Bonadei.



TRIEB_L’idagine è un assolo tra danza e prosa (ma anche un momento canoro), installazione e performance. Ci troviamo all’interno di un appartamento e l’unica presenza, oltre a Chiara, è quella di un vecchio televisore che le ricorda, che è il giorno di San Valentino.


Ma chi è questa donna? Di sicuro una forza della natura, non a caso ci troviamo a Esperidi, ma grazie a questa performance Chiara/Teseo, al femminile, riflette e ci fa riflettere sul concetto di unicità e complessità della persona sospesa nel tempo tra l'umano e il mostro.


Da notare che le maschere indossate da Chiara sono state realizzate da Marco.


Si è fatto molto tardi, ma la notte è ancora lunga qui a Esperidi, e molti di noi si trasferiscono nella splendida cornice di Villa Sommi Picenardi dove ad attenderci, dietro un telo velato, Giulietta De Bernardi con lo spettacolo Angst. Il dramma perfetto.



Uno spettacolo che vorrebbe esplorare il mondo ombroso dell’inconscio e della paura. Forse complice l’ora tanda, il caldo e le zanzare, questo spettacolo dovrei rivederlo per coglierne le giuste sfumature.


sabato 6 luglio 2019

in ‘scena’ lo spettacolo che mi ha attirato a Esperidi 2019, lo spettacolo che sta attirando moltissimi spettatori, di fatti nella stessa giornata più repliche. Uno spettacolo dal forte impatto visivo e sonoro: Alberi Maestri.



Gli Alberi, claim di questa edizione scelto da Michele Losi (nella foto sopra, direttore artistico) Maestri è un percorso all’interno della natura, un'immersione nel mondo vegetale, fiore all’occhiello di questa giornata.


Alberi Maestri è sicuramente un’occasione, per chi ama la natura e la montagna, per avvicinarsi al Teatro e per chi ama il Teatro un’occasione per apprezzare una passeggiate nel bosco. Durante il tragitto, oltre all'ascolto di una storia rigorosamente in cuffie, a sorpresa si possono incrociare splendide creature.


Alberi Maestri è un'esperienza da fare.


Se ve lo siete perso, non preoccupatevi sono sicurissimo che tornerà presto in ‘scena’ a Campsirago, ma non solo, anticipo per i lettori milanesi che domenica 15 settembre 2019 all’interno di Tramedautore alle ore 11:30 Alberi Maestri vi da appuntamento al Piccolo Teatro Grassi, raduno al Chiostro Nina Vinchi, per una passeggiata teatrale al Parco Sempione.


Io ci sarò, giusto un confronto tra le Montagne della Brianza e un Parco cittadino.


Distrutto, fisicamente, da questa esperienza ma galvanizzato dalla bellezza naturale che mi ha circondato per tutto il percorso, ripagato e felice mi ritrovo, e non so come, di nuovo nella Residenza Campsirago. Prima di entrare nel cortile per un meritato ristoro, mi soffermo a guardare il panorama che dà sulla valle, per un applauso alla natura.


Ore 21:30, ritorno a Casa Gola per lo spettacolo Piccola Patria regia di Luca Ricci (QUI la mia video intervista a Luca, direttore artistico del KilowattFestival altro festival al quale prenderò parte, come ospite).



Un testo per tre attori ambientato nel nostro presente, diviso in tre parti; il giorno prima, il giorno stesso e il giorno successivo a un referendum locale dove si chiede agli abitanti se vogliono staccarsi dall’Italia e proclamare di nuovo l’indipendenza della loro antica Repubblica.


Da Casa Gola ci trasferiamo nella Sala Civica a Olgiate Molgora e ahimè lo stato d’animo di tutti noi cambia dopo la visione dello spettacolo, anche se non lo definirei ‘spettacolo’; Between me and P.


Me è Filippo M. Ceredi fratello di P. Pietro, scomparso volontariamente all’età di ventidue anni nel 1987.


(per volontà di Filippo niente foto)


Scritto e interpretato da Filippo, il quale dopo aver ritrovato del materiale, lo ha raccolto e ordinato (azione che fa anche in scena per poi invitare gli spettatori, a fine performance, alla visione della documentazione raccolta) ha deciso di raccontare la sua personale storia.


Raccontare questo lavoro è difficile, vi posso dire che ci troviamo nella stanza di Filippo, è davanti al suo computer e comincia a scrivere una lettera, questa lettera prende corpo e anima attraverso i tanti video sapientemente proiettati... subito dopo ci troviamo a vivere una (brutta) favola:


Cosa non farei, io non voglio perdere

non ridere

cosa non darei

per vivere su un'isola.

...............................................................

Cosa non farei, io non voglio perdere

non ridere

cosa non darei

per vivere una favola.


Andare a vivere su un’isola o forse vivere una favola. Pietro, di fatto, ha deciso di allontanarsi dai suoi cari e come Pietro molti, ancora oggi, non si riconoscono più. Ma a quel punto che cosa scatta, in noi, tanto da spingerci a sparire, per sempre? Un domanda alla quale nessuno potrà mai dare una risposta.


Between me and P. una perfetta macchina della memoria. Da vedere.


domenica 7 luglio 2019

siamo giunti al termine di questa mia esperienza con Esperidi 2019. Una domenica fitta di spettacoli, performance e tanta musica.



Ci troviamo in una yurta a Colle Brianza con uno spettacolo dedicato ai più piccoli: Sisale di ScarlattineTeatro e la sua protagonista, la tartaruga Tatò che lentamente riesce a conquistare tutti, adulti compresi, grazie a Anna Fascendini.


Gli ultimi spettacoli de Il Giardino delle Esperidi sono in scena all’interno della Residenza Campsirago con una serie di performance fino ad arrivare alla Medea (live in Corinth) Rock di Elena De Carolis ispirato al romanzo di Christa Wolf, uno spettacolo concepito come un concerto, grazie alle suggestive sonorità.



Prima di assistere allo studio della giovane compagnia Belga, ritorniamo in cortile per il concerto/performance di Luca Maria Baldini. Luca ci ha fatto ascoltare (ma anche ballare) brani tratti del suo album Before the moon e come l’hanno definita qui a Campsirago; una bellissima colonna sonora senza film, in compenso una scenografia naturale pazzesca alle spalle di Luca, Milano illuminata, e tante videoproiezioni.



È tutto pronto per lo studio della compagnia bolognaprocess e il loro ANTICORPI un viaggio-inchiesta, finalista al Premio Scenario Periferie 2019. Uno spettacolo, sottotitolato, perché recitato in greco, francese e italiano ma dove il denominatore comune è la Politica e i suoi protagonisti, protagonisti che non piacciono né ai nostri artisti né ai tanti giovani greci, francesi e italiani video intervistati.


Prossimamente tutte le info per vedere ANTICORPI nella sua completezza.


Un mio personale applauso a Michele Losi che ha resistito alle provocazioni di chi oggi governa il nostro paese e che vorrebbe smantellare ogni forma di cultura, visto che il giorno prima dell'inizio del Festival (come mi ha raccontato QUI durante la nostra intervista) ha ricevuto la visita di SIAE, Vigili, Guardia di Finanza e Carabinieri!


Ma la Cultura anche nei momenti di maggiore crisi, anche quando qualcuno cercherà di fermarla o pensarla come qualcosa di superfluo rispetto agli accadimenti del mondo, la Cultura, a quel punto, deve diventare sempre più uno strumento di intrattenimento, strumento per riflettere, agire, confrontarsi, rischiare e cambiare, ma anche uno strumento per trovare, connettere e stimolare. Ed è tutto quello che ho ritrovato nel Giardino delle Esperidi. Perché la Natura, come la Cultura, deve fare il suo percorso e nessuno la può fermare. Come nessuno potrà fermare Esperidi 2020.


Io ci sarò!


Milano 15/07/2019

Foto by Alvise Crovato


SITO

Campsirago Residenza