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Il Giardino delle Esperidi, tra Arte e Natura, vi aspetta!

Aggiornato il: 11 lug 2019


Continua il mio personalissimo viaggio alla scoperta dei Festival teatrali più belli in Italia. Il mio viaggio doveva essere solo ‘virtuale’, ma oggi grazie a Il Giardino delle Esperidi si trasforma in ‘reale’.


Ci troviamo a Campsirago, frazione di Colle Brianza, un antico borgo rurale a 670 metri di altezza sulla dorsale del Monte San Genesio abitato (da non credere) da 37 persone e circondato da boschi di gelso e castagno. È stato nei secoli un importante centro agricolo abbandonato dai suoi abitanti negli anni cinquanta. Riscoperto dal movimento hippy e recuperato poi dalla Cooperativa Nuova Agricoltura, negli anni novanta diventa luogo d’incontro di artisti e di un Festival teatrale. Dal 2005 ScarlattineTeatro, e poi Campsirago Residenza, raccogliendo questa importante eredità, rimettono il borgo al centro di un nuovo Festival teatrale, le Esperidi.


IL GIARDINO DELLE ESPERIDI 2019

28-29-30 giugno 2019

05-06-07 luglio 2019

Campsirago, frazione di Colle Brianza - Lecco

direttore artistico Michele Losi


Teatro, Musica, Danza e Poesia nei borghi e sui sentieri del Monte di Brianza (provincia di Lecco), questa la peculiarità de’ Il Giardino delle Esperidi, gli alberi, il loro respiro silenzioso, la forza delle loro radici, il nutrimento delle loro foglie, il riparo dei loro rami che dialogano con il cielo, insieme all’azione del camminare i due grandi temi della XV Edizione del Festival delle Esperidi 2019, un’esperienza itinerante di completa immersione nella natura, dal tramonto sino all’alba, esplora così il millenario rapporto tra uomo, alberi e arte.


Per saperne di più su Il Giardino delle Esperidi ho contattato il direttore artistico, nonché regista, Michele Losi.


Grazie Michele per aver accettato il mio invito. Che ricordi hai del tuo primo, Il Giardino delle Esperidi?


Il ricordo della prima edizione è quello di un grande stupore per la risposta del pubblico, di alcuni grandi spettacoli, come DUE di Palminiello-Capuano e Demetra e Persefone di Sista Bramini, Scirocco con Joseph Scicluna. Il ricordo di un’immensa fatica, fatta da 4 artisti volontari (io, Jospeh Scicluna, Cinzia Ajroldi, Tania Corradini), insieme ad Anna Fascendini e Giulietta Debernardi, che facevamo tutto, dai letti per gli ospiti, ai tecnici, alla biglietteria, alla comunicazione. Venti ore al giorno di lavoro per due settimane, molte notti saltate completamente, grande gioia, ed un’utopia che cominciava ad intravedersi.


Cosa significa dirigere, oggi, Il Giardino delle Esperidi?


Significa dirigere un festival resiliente ed anticonvenzionale, che non rientra nei circuiti tradizionali dei festival anche di ricerca, che ama scoprire e rinnovarsi, che crea legami sempre più profondi con il suo pubblico e con gli artisti che qui transitano. Significa anche resistere alle provocazioni di chi oggi governa il paese e vuole smantellare ogni forma di cultura. Il giorno dell’inizio del festival abbiamo ricevuto nell’ordine la visita di SIAE, Vigili, Guardia di Finanza, Carabinieri. Ti sembra normale? Manco fossimo un covo di mafiosi… Non era mai successo in 15 anni.


Teatro, Musica, Danza e Poesia nei borghi e sui sentieri del Monte di Brianza. Potremmo definire la natura il vero protagonista del tuo Festival? Se sì... non rischia di schiacciare (passami il termine), le performance proposte?


No, non le schiaccia. Le rende più potenti e organiche. La Natura non è un tema. La Natura è molto di più. Chi ci lavora seriamente sa trarre mille spunti e può agire in mille direzioni. Non facciamo fricchettonate new age, ma un lavoro di ricerca serio che porta ad esiti diversissimi. Dal testo di drammaturgia contemporanea, all’installazione e alla performance itinerante. La Natura dovrebbe entrare in tutto il teatro, perché il teatro, il TEATRO greco – il luogo dello sguardo - da qui parte.


Da regista a direttore artistico, qual è il criterio che adotti, anno in anno, per migliorare l’offerta del Festival?


Cerco di capire quale direzione voglio prendere, di scoprire nuovi artisti da sostenere, di essere coerente con le linee del festival. Per le composizione delle maratone, come la 2 giorni (22 – 23 giugno), cerco di lavorare sull’utopia di un’alternanza di ritmo ed emozione che consenta ad uno spettatore ideale di seguire il percorso completo (quest’anno 32 ore di seguito) senza uscirne sconfitto. Dobbiamo aiutare lo spettatore ed i performer in queste maratone trasformative. E così abbiamo fatto quest’anno, devo dire riuscendoci.


C’è uno spettacolo, o artista, che non sei riuscito a portare quest’anno a Il Giardino delle Esperidi?


Volevo portare i 10miniballetti di Francesca Pennini, ma per questioni tecniche (le piume all’aperto), non siamo riusciti. Mi spiace molto perché è un bellissimo lavoro e Francesca una performer e persona eccezionale.


Domanda cattivella, per chi non può venire tutti e i prossimi due fine settimana di programmazione, quale performance o giornata non deve assolutamente perdere e perché?


Direi di non perdere nulla… Non posso lo so. Quindi vi consiglio il lavoro di una giovanissima compagnia finalista a Scenario: Anticorpi, di Paola Pisciotanno/BolognaProcess. Perché? Perché è radicalmente e intelligentemente antifascista.


Chi è lo spettatore tipo del festival Il Giardino delle Esperidi?


L’abitante dei paesi del festival, il pubblico teatrale milanese, lecchese, bergamasco e brianzolo, i critici, gli operatori e i curiosi. Molti vengono dall’area della Residenza. Sono molto felice di questo. E’ un pubblico che si è costituito nel tempo ed è sempre più numeroso.


Cosa vorresti che si portasse a casa lo spettatore a fine serata o per i più fortunati a fine weekend?


A fine serata, l’idea che un mondo più bello è possibile. Da chi segue un intero weekend che la trasformazione sia partita dentro di lei o di lui. Da tutti che a Campsirago, o alle Esperidi, riceveranno sempre questo tipo di suggestione di fondo, come un bordone, sottesa ed inesorabile.


Invece cosa ti porti a casa tu?


Sono molto felice di avere la possibilità di incontrare tante persone. A volte mi viene la lacrimuccia quando vedo le persone felici o quando vengono a dirmi delle cose importanti su un lavoro che hanno visto, su un segno che è loro rimasto. E’ appagante fare un festival. E molto stancante.


Secondo te il nostro teatro gode di ottima salute, la cultura in generale?


Il teatro gode di buona salute, le istituzioni no. Viviamo in un regime di scambi e chiuso a compartimenti stagni, purtroppo. La cultura in generale è sotto attacco. Io penso che stiamo sottovalutando la portata di questo attacco. Non sono un paranoico, non ho paura, sono ottimista per natura. E sono sicuro che la nottata passerà. Ma siamo in un momento davvero grave della vita del Paese. Penso, mai come ora, si era giunti ad un livello di ignoranza al potere simile.


Prima di salutarci, dandoci appuntamento a Campsirago, mi descrivi una giornata o fine settimana, giusto per invogliare chi sta leggendo?


Alle 17.30 parte una camminata sensoriale nel bosco di 2 ore, seguita alle 20.00 da un social dinner, quindi un concerto alle 21.00, seguito da una performance di danza alle 23.00. Alle 24.00 inizia un concerto notturno che dura fino all’alba. Alle 6.20 inizia un corso di raccolta di erbe selvatiche e di foraging, alle 11.00 una performance teatrale tout publique. Quindi dopo qualche ora di pausa alle 17 si ricomincia…


Con un'Agenda così, fossi in Voi, un fine settimana Campsirago lo farei. Di fatti io ci sarò l'ultimo weekend del festival e per chi mi segue su Instagram documenterò, attraverso le 'storie', il mio Il Giardino delle Esperidi 2019, non posso perdere l’occasione di divulgare un così interessante appuntamento con l’Arte e la Natura, habitat a me congeniale.


Il Giardino delle Esperidi, un evento unico che crea un legame speciale tra territorio e pubblico, un evento unico che predispone all’Arte e alla Bellezza, mia mission!


Michele e i suoi artisti vi aspettano.


Buon Il Giardino delle Esperidi a tutti.


Milano 27/06/2019


INFO & PRENOTAZIONI

esperidi@campsiragoresidenza.it