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2018 TAGteatro by TiTo

una finestra sempre aperta sul teatro

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Metti un fine settimana al KiloWatt Festival


Luglio, col bene che ti voglio

Vedrai non finirà

..................................................

Luglio m'ha fatto una promessa

L'amore porterà


E... l’amore che ho per il Teatro mi ha portato fino a Sansepolcro, provincia di Arezzo, per partecipare al Kilowatt Festival. Perché si sa, Partecipare è normale ed io questa volta provo l’esperienza dell’inaugurazione del Festival, dal 19 al 20 luglio (la programmazione si è conclusa sabato 27 luglio 2019) e mi ritrovo a fare di nuovo il pieno tra teatro contemporaneo, danza, circo e musica.


Anche in questo caso chi ha seguito le mie Storie su Instragram (@tagteatro) avrà potuto godere dei tanti video che ho postato. Per coloro che si sono persi la visione delle mie Storie, vi faccio un breve riassunto... grazie ai bellissimi scatti realizzati dei fotografi; Elisa Nocentini e Luca Del Pia.


Buona visione... ops, Lettura!


venerdì 19 luglio ore 11:00

da Milano arrivo a Arezzo, ad accogliermi l’amica di sempre MariaGabriella Mansi (ufficio stampa del Festival). Da Arezzo (bellissima cittadina che consiglio di visitare) ci spostiamo a Sansepolcro (altrettanto bella e caratteristica).

Nel primo pomeriggio fervono i preparativi per l’apertura dell’edizione n.17 del Kilowatt. Tanti giornalisti, critici e pubblico presenti per ascoltare le parole di Lucia Franchi e Luca Ricci (direttori artistici) e i loro ospiti.


ore 17:00

è giunto il momento di separarci, chi va a vedere lo spettacolo Itinerante all’interno di case messe a disposizione dai cittadini di Sansepolcro, 9 Lune (ogni giorno una casa diversa), chi come me ad assistere allo spettacolo La Regina Coeli con Matteo Svolacchia scritto e diretto da Carolina Balucani all’interno del Palazzo delle Laudi. Storia ispirata ai tanti giovani arrestati (a me ha ricordato la vicenda Cucchi) e che perdono la vita nei carceri. Qui a Regina Coeli un giovane si immagina di essere Gesù e vorrebbe per l’ultima volta incontrare sua madre, ma l’unica mamma che può entrare in un carcere è la Madonna per questo motivo la evoca...



Prima di assistere allo spettacolo di una delle artiste che apprezzo per il coraggio e l’originalità nel portare in scena sceneggiature originali di Ratigher (fumettista e illustratore italiano), un ricco aperitivo sotto un fantastico portico che sarà il punto di ritrovo per tutti noi.


ore 20:15

è l’ora dei fantasmi o meglio è La notte dei Fantasmi, un progetto community specific realizzato da Eleonora Pippo con un gruppo di ragazzi e ragazze si Sansepolcro. È la storia di un adolescente che vende ad un sito di guardoni la diretta della sua festa, chiaramente i suoi compagni ignari di tutto, tranne uno. Ma la notte si sa, appartiene ai fantasmi; tre delinquenti irrompono nella casa (più uno spirito vero) e costringeranno i giovani a guardare in faccia la paura, quella più profonda. I video proiettati sono molto inquietanti e ti costringono a fare i conti con una giovane società sempre più lasciata da sola a combattere contro i loro fantasmi. Vi posso anticipare che questo lavoro sarà in scena a Milano. Quando avrò notizie più precise circa le date, andrò sicuramente a ‘spiare’ il dietro le quinte del lavoro che Eleonora fa con i suoi ragazzi, in questo caso ragazzi milanesi.



ore 22:00

in contemporanea ben due spettacoli, il dono dell’ubiquità ancora non l’hanno inventato ed io devo decidere cosa vedere tra lo spettacolo circense 'in Piazza' e lo spettacolo teatrale La Piazza all’Auditorium Santa Chiara.

Cosa avrò scelto? Esatto!

Purtroppo ho scelto La Piazza sbagliata, uno spettacolo che non mi sarei aspettato di vedere al Kilowatt. Per fortuna appena esco dall’Auditorium mi ritrovo ad essere coinvolto nell’ultimo spettacolo...



ore 23:00

... quello dedicato alla danza contemporanea nel Chiostro Santa Chiara. Di fatti la performance comincia già in strada con il danzatore Carlo Massari. Subito dopo entriamo nel Chiostro per assistere a e-stin-ziò-ne (con Carlo in scena Alice Conti e Chiara Osella). Bellissimo, uno spettacolo degno di nota, uno spettacolo da Kilowatt, una bomba che mi ha devastato come la catastrofe alla quale assistiamo, la distruzione dell’intera specie umana in un’azione fisica (danza), di parola (interpretazione, sono stati meglio di tanti attori che spesso vedo in scena) e canto (pazzeschi addirittura canto lirico). Uno spettacolo che spero di poter divulgare, quanto prima, attraverso una mia video intervista quando e se verranno a Milano.

Da vedere ASSOLUTAMENTE.



Dopo essere uscito galvanizzato da questo spettacolo, la notte ‘mi dicono’ è ancora lunga. C’è il DopoFestival e così ci trasferiamo nel Giardino alla Misericordia dove ad attenderci il concerto di Puscibaua. Si canta, si balla e si beve per festeggiare tutti assieme la fine della prima giornata al Kilowatt.



sabato 20 luglio ore 10:00-14:00 | 15:00-17:00

dopo pochissime ore di sonno, ci ritroviamo belli carichi per un incontro dal titolo;

Il linguaggio che siamo diventati

tre le tematiche affrontate:

le modalità del dialogo pubblico in rete

le fragili condizioni di lavoro nell’intermittenza della produzione culturale e artistica

l’esigenza di rinnovare l’immaginario legato alle questioni di genere

A legare i tre temi, come un filo rosso, è il linguaggio.


A fine articolo, un mio personale pensiero su quanto ascoltato sabato mattina.

Alle parole, ai numeri, alle statistiche... io preferisco i fatti per questo motivo continuo a parlare e divulgare il teatro, a modo mio.



ore 17:00

partecipo alla performance itinerante di Tamara Bartolini e Michele Baronio, 9 lune (come le 9 case che hanno ospitato lo spettacolo) un progetto artistico per 15 spettatori alla volta. Chi ha visto la mia storia su Instagram potrà confermare che mi trovavo nel salotto di Filippo per poi trasferirci nella cucina di Norma. 9 lune per raccontare e ricostruire, con gli abitanti di queste 9 case, lo sbarco sulla luna del 20 luglio 1969. Un’esperienza da condividere, un racconto privato ed emozionate, un lavoro semplice ma che nella sua semplicità arriva dritto a toccare... la nostra personale luna.



ore 18:00

torno nel Palazzo delle Laudi per assistere a Imitation of Love, in scena 10 round tutti messi ko dalla figlia, di soli 10 mesi, di una delle due protagoniste dello spettacolo e il cane barboncino dell’altra.


ore 20:15

torno al Teatro alla Misericordia per la visione di uno spettacolo che consiglio a tutti, soprattutto nelle scuole, vista la bravura del suo interprete Woody Neri (ma io sono di parte, mi piace tutto quello che interpreta). Sicuramente grazie a Shakespearology, vero e proprio one-man-show dedicato all’immortale Bardo della Compagnia Sotterraneo, molti giovani potrebbero avvicinarsi al Teatro grazie ad una biografia resa Pop, mischiando il teatro al cinema, passando dal musical. Woody non solo interpreta in maniera credibile Shakespeare (ora comprendo il suo ‘taglio’ di capelli che non gli rende giustizia), ma canta (da dio), suona e balla.


No dico, cosa vogliamo di piu? Io lo vorrei vedere più spesso a teatro, in quel di Milano, non so voi. PROMOSSO a pieni voti.



ore 22:00

in contemporanea altri due spettacoli, questa volta cosa sceglierò tra la comicità surreale del trio Trejolie in piazza e La grazia (del terribile) di Stefania Tansini in teatro? Se un pò avete imparato a conoscermi non ho mai nascosto la mia passione per la danza, contemporanea, e così mi lascio attrarre da Stefania, che con la sua grazia e al suo brutale gesto banale della quotidianità, si fondono alla perfezione in un unico corpo. La danza contemporanea è un bellissimo viaggio nell’affascinante mondo della contemporaneità, un viaggio fatto di corpi e di punti di vista (personali) sull’esistenza e la liberazione dal formalismo e dalle regole. Se un giorno vorrete fare un bellissimo viaggio, La grazia (di Stefania) del terribile, ve lo consiglio.



ore 23:00

dall’Auditorium, mi ri-sposto al Chiostro di Santa Chiara per assistere allo spettacolo Fly mo to the Moon. Complice la stanchezza, questo spettacolo interessante nei contenuti un pò meno nello svolgimento, dovrei rivederlo.


Prima di andare a dormire, l'ultimo salto da parte mia nel Giardino alla Misericordia è d’obbligo. Ad accoglierci il concerto di Walter Celi. E così finisce la mia partecipazione al Kilowatt Festival.


Dimenticavo il mio pensiero sul dibattito: Il linguaggio che siamo diventati.


“Questo incontro nasce da un fallimento” così apre il dibattito Lucia Franchi. Non voglio entrare nel merito delle responsabilità, Lucia&Luca ammettono e si scusano per aver sottovalutato il peso delle parole, scegliere quelle giuste senza venire fraitesi. Come non voglio dire cosa avrei fatto io fossi stato Romeo Castellucci.


Purtroppo la rete in questi ultimi anni, secondo la mia discutibile opinione, è diventata la copia della TV (spazzatura) dove regna l’insulto. Siamo, agli occhi di tutti, sempre e solo colpevoli e tutti pronti a emettere una sentenza. Ma questo lo vogliamo noi, siamo noi che dobbiamo assumerci in primis le nostre responsabilità, troppo comodo dire che sono gli altri a sbagliare. Visto che siamo noi i primi ad additare gli altri!


Oggi tutto ruota attorno al web e al nuovo modo di comunicare, e anch’io mi sono adeguato alla democratizzazione della rete. Nessuno mi ha insegnato ad utilizzare i Social, ho imparato anche sui miei sbagli. Di fatti uno dei principali problemi è che nessuno ci ha educato ad utilizzare questo potentissimo mezzo di comunicazione, ce lo siamo ritrovato tra le mani e ora tutti noi commentiamo o esprimiamo pensieri più o meno condivisibili.


Come lo facciamo?

Questo è il vero problema e di questo si è anche parlato sabato mattina.


Contrariamente a coloro che sono intervenuti durante il dibattito, io non sono mai d'accordo con le statistiche e non mi piacciono i numeri, per questo motivo non seguo regole per aumentare (o comprare, forse è sfuggito questo piccolo dettaglio) followers o like, né tanto meno le famigerate visualizzazioni, o interazioni/commenti tra 'amici', che tanto piacciono a coloro che decidono le sorti dei nostri profili Social.


Quindi sono più importanti i numeri dei contenuti?

Sembrerebbe di sì...


Ed ecco che torniamo al mio pensiero iniziale, i Social sono come i programmi TV dove è l'audience (!!!) a decretarne il successo. Ormai da tempo; l'Arte, la Cultura, la Bellezza e il Talento in TV non trovano terreno fertile, figuriamoci sui Social!


Forse anziché focalizzare l'attenzione su Il linguaggio che siamo diventati sarebbe più interessante chiederci se realmente ci interessa divulgare la bellezza che ci circonda senza dare troppa importanza ai commenti o post, che molto spesso lasciano il tempo che trovano, in quanto privi di bellezza nei contenuti.


Dicono che la Rete sia democratica. Forse, di fatto esiste l'unfollow, con un click smetti di seguire o di essere seguito da chi non ha niente da dire o condividere. Ma qui sorge un mio personale quesito/dubbio; amiamo visualizzare perché siamo sempre più dei voyeur? a questo punto è il linguaggio del nostro corpo che dice molte più cose delle nostre parole.


Piccolo pensiero sulla questione lavoro.


Se parliamo di lavoro, deve essere retribuito se no si parla di volontariato. Se parliamo di volontariato deve essere volontario, quindi scelto e deciso dal volontario, se richiesto a quel punto diventa lavoro, di conseguenza deve essere retribuito.


La precarietà non dovrebbe essere mai incentivata, perché il precariato non ti dà un'identità. La precarietà del lavoro produce una precarietà esistenziale e materiale, che si ripercuote in tutto quello che fai. Ho sentito dire, tempo fa, che la precarietà sia come la pioggia, non puoi fermarla, puoi solo aprire l'ombrello! Anche no.


Chiudo con l’ultimo pensiero espresso da Lucia, che sposo appieno e che tutti noi dovremmo utilizzare sempre:

l’eleganza,

senza la quale nel lavoro,

nelle parole

e nel pensiero

non potrà mai esserci nessuna bellezza


Milano 29/07/2019

Foto by Elisa Nocentini e Luca Del Pia