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2018 TAGteatro by TiTo

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L’estate sta finendo, ma L’ultima Luna d’estate deve ancora cominciare.

Aggiornato il: 21 ago 2019


L'estate sta finendo... questo il titolo di una famosa canzone dei Righeira, invece i festival teatrali non hanno intenzione di 'finire' ed eccomi a parlarvi de L’ultima Luna d’estate, un festival del teatro popolare di ricerca nel parco del cuore e colline della Brianza.


Partendo da una frase del drammaturgo greco Eschilo:


so come gli uomini in esilio

si nutrano

con sogni di speranza


Luca Radaelli (direttore artistico) l’ha fatta sua e ha deciso di partire proprio da qua, di fatti si parlerà di esilio e dei suoi molteplici significati, in questa ventiduesima edizione de...


L’ULTIMA LUNA D’ESTATE

nelle cascine, negli agriturismi e nelle ville del Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone, nelle province di Lecco, di Monza e Brianza

dal 29 agosto all’8 settembre 2019

direzione artistica Luca Radaelli


Oltre dieci giorni tra spettacoli teatrali, incontri, degustazioni di prodotti tipici, teatro per i più piccini, musica, laboratori, aperitivi e passeggiate teatral/musicali.


Novità assoluta di questa edizione è la sezione Luna Crescente: spazio dedicato alle compagnie under 30 per mostrare nell'ambito del festival il loro lavoro e partecipare all'edizione de L’ultima Luna d'Estate 2020. Un'occasione unica per scoprire nuovi talenti e comprendere la direzione che sta prendendo lo spettacolo dal vivo.


Per saperne di più ho contattato Luca Radaelli e Elena Scolari (organizzatrice), che ringrazio per aver accettato il mio invito, ai quali chiedo subito:


Che ricordi avete del vostro primo Festival, L’ultima Luna d’estate?


La prima edizione fu nel 1996, un esperimento per portare il teatro fuori dai teatri: una sola giornata di spettacoli da mattina a sera in diversi luoghi del Comune di Sirtori. Andò molto bene, fu allora una cosa inusuale che ha poi preso piede in un'area ampia del territorio brianzolo.


Invece cosa significa dirigere oggi un Festival come L’ultima Luna d’estate?


Bè, oggi è un festival nazionale e riconosciuto dal Ministero che richiama circa 4/5.000 persone ogni anno, da alcune edizioni, dire cosa significa in poche righe non è facile perché la macchina artistica e organizzativa è ricca e assai complessa... In due parole significa lavorare a un'iniziativa attesa da migliaia di spettatori e che si basa sulla ricerca di artisti a tutte le latitudini italiane, in collaborazione con numerose amministrazioni locali che riconoscono ormai ne L'ultima Luna d’estate una manifestazione che è diventata anche patrimonio di un territorio e non più solo di chi l'ha ideata.


Il claim di questa edizione è l’esilio, posso sapere perché?


L’esilio è un allontanamento contro la propria volontà.

Romeo viene allontanato da Verona per aver ucciso Tebaldo.

Il Decameron nasce dai racconti di alcuni giovani esiliati da Firenze a causa della peste.


In esilio muoiono gli oppositori di un regime; sempre che trovino qualcuno disposto ad accoglierli in quanto profughi e/o rifugiati, come ci racconta Brecht nei Dialoghi di profughi. È un esilio l’emigrazione - raccontata da Gianmaria Testa e Giuseppe Cederna in Da questa parte del mare - quella dei Boat People de La nave dolce, quella di chi si nasconde nei camion; ma anche quella di chi ha un regolare permesso di soggiorno, di chi se ne va perché il lavoro sta scomparendo, come in Piccola società disoccupata di Rémi De Vos o in cerca di una professione adeguata ai propri studi: i cervelli in fuga.

Nessuno sceglie di andarsene a cuor leggero dal luogo dove è nato e cresciuto, dove ha casa, amici, affetti, dove si è formato assorbendo cultura, lingua, costumi. Bisogna sradicarsi, bisogna adattarsi, integrarsi, provare:


come sa di sale lo pane altrui

e come è duro calle lo scendere e 'l salir per l’altrui scale


Dante, un altro che l’esilio lo ha provato. L’esilio è forse una condizione imprescindibile dell’uomo. Costretto a spostarsi fin da quando il sapiens si è imposto nel mondo, perennemente in marcia in cerca di condizioni di vita migliori. E non si è perennemente in fuga da se stessi, dalla propria identità, dai propri limiti, dalla propria condition humaine? Come se sempre cercassimo un altrove - la cima di un monte, un’isola deserta, il paradiso, la luna - dove trovare finalmente pace. Forse, allora, il teatro è il luogo dove far scoppiare queste contraddizioni, dove far risuonare la parola, la lingua di chi s'è allontanato. Il luogo dove cercare un approdo.


Una delle novità di quest’anno è Luna Crescente, cosa tratta?


Abbiamo fatto una call aperta a tutti le compagnie teatrali under 30, abbiamo valutato i video degli spettacoli che ci hanno inviato, abbiamo selezionato tre degli artisti che hanno partecipato. Nella serata di domenica 1 settembre le compagnie mostreranno un trailer di 20 minuti del loro lavoro e sarà poi il pubblico a scegliere, tramite votazione a fine serata, quale dei tre artisti/compagnie porterà lo spettacolo intero nell'edizione 2020 del festival. Un modo per dare una ribalta alle giovani compagnie emergenti e che vogliono fare del teatro il loro mestiere e insieme una forma di scelta condivisa con il pubblico dando agli spettatori uno spazio per essere parte attiva de L'ultima luna d’estate.


In questi anni una sfida personale vinta grazie a L’ultima Luna d’estate...


Senz'altro la presenza di Massimo Cacciari, un ospite che speravamo accettasse la nostra richiesta e di cui siamo particolarmente orgogliosi.


Quali criteri adottate per migliorare anno in anno l’offerta con L’ultima Luna d’estate?


Ascoltiamo i suggerimenti delle Amministrazioni, del pubblico, osserviamo come lavorano gli altri Festival professionali in Italia. Cerchiamo di rendere imperdibile la partecipazione a L'ultima Luna d’estate con iniziative collaterali, nuovi spazi, compagnie particolarmente innovative.


Per chi non vi conoscesse, chi e cosa fa Teatro Invito?


Anche questa è una super domanda!

Siamo una compagnia teatrale che produce spettacoli per bambini e per adulti, portandoli nei teatri di tutta Italia; gestiamo un teatro a Lecco nel quale organizziamo una stagione serale, una rassegna scolastica e una domenicale per famiglie, oltre a un ciclo di cineforum; organizziamo rassegne per le scuole anche in provincia di Sondrio, nonché la rassegna estiva I luoghi dell'Adda e... L’ultima Luna d’estate, appunto.


Il nostro Teatro gode di buona salute, la cultura in generale?


Questa risposta potrebbe coprire pagine e pagine!

Seccamente direi di no. La cultura in Italia sta sempre peggio, è poco considerata, anzi vilipesa, passa ormai per un vezzo accessorio e non per il cardine sul quale si forma la personalità, il gusto, lo spirito critico, l'indipendenza... I finanziamenti pubblici, per la cultura e per il teatro, non sono nemmeno paragonabili a quelli di tutti gli altri paesi europei, ahinoi. Il settore teatrale è comunque vivace, pieno di entusiasmo, cocciutaggine e creatività ma pochi mezzi. Se il nostro lavoro fosse considerato come tale e non come un hobby potremmo incidere senz'altro di più nella costruzione dello spirito di un paese.


Quali sono le caratteristiche che rendono, L’ultima Luna d’estate, unico nel suo genere e perché?


L'ultima Luna è stata un modello per molti altri festival che hanno adattato (o copiato) il nostro format. 22 anni fa siamo stati pionieri nel settore teatro in spazi non convenzionali. È rimasto unico poter vedere il miglior teatro italiano in luoghi splendidi a un prezzo decisamente popolare. Marco Paoli, Ascanio Celestini o Tullio Solenghi a 13€ in paesini della Brianza non credo siano occasioni frequenti. Si è creata una comunità intorno al festival, che è divenuto anche occasione di incontro per le persone. C'è un mix unico di familiarità dell'atmosfera che non è mai impettita nonostante alcuni grandi nomi e di professionalità dello staff data dall'esperienza di tutti noi.


Chi è lo spettatore tipo di L’ultima Luna d’estate?


Le donne mature.

Che prevalgono anche nei musei o alle presentazioni di libri. Parlo della maggioranza numerica, poi abbiamo un po' di tutto: anche giovani, ma certo in numero non consistente. La maggior soddisfazione sono gli spettatori cresciuti con noi grazie alla manifestazione e che si sono creati un "sapere teatrale" grazie alla frequentazione del festival, diventati ora appassionati che vanno a teatro tutto l'anno.


Cosa vorreste che si portasse a casa lo spettatore del Festival a fine serata?


La sensazione di aver nutrito il proprio spirito. Con i pensieri ma anche con le risate. L'occasione di aver capito qualcosa in più di sè, grazie allo spettacolo, all'arte, alla condivisione del tempo con gli altri.


Invece voi cosa vi portate a casa?


Molto lavoro, poco sonno e un particolare affiatamento tra i membri dello staff, che diventano una specie di gruppo molto molto vicino per le due settimane di festival. Il rapporto che si crea tra chi lavora a un evento del genere è speciale e molto gratificante, nonostante le ore piccole e non poche seccature. E poi la vicinanza e la presenza del pubblico, che ci aspetta, ci saluta e ci ringrazia per quello che facciamo. È il senso di qualcosa che si fa per loro.


Prima di salutarci, dandoci appuntamento a fine agosto con L’ultima Luna d’estate, vorreste rivolgere un invito speciale a chi sta leggendo?


Siate curiosi!

Provate ad avvicinarvi anche a ciò che non conoscete, potreste avere delle splendide sorprese! Vi aspettiamo.


Apre la rassegna Giuseppe Cederna con Da questa parte del mare, viaggio struggente, lirico e ruvido - per storie e canzoni - sulle migrazioni umane ma anche sulle radici e sul senso dell’“umano” mentre l'appuntamento con il filosofo, accademico e politico italiano Massimo Cacciari (previsto per anche lui per l'apertura) si terrà lunedì 2 settembre 2019 alle ore 18:00 presso Villa Besana a Sirtori.


Per chi volesse assistere al progetto Luna Crescente l’appuntamento è per domenica 1 settembre con la presentazione dei lavori di tre compagnie under 30 selezionate dalla giuria di Ultimaluna. A essere stati selezionati sono: Alessandro Sesti con Ionica, spettacolo realizzato vivendo sotto scorta insieme ad Andrea Dominijanni, testimone di giustizia che vive in Calabria a Sant’Andrea Apostolo dello Jonio; Micronecta Scholtzi con (Quale) Inferno_reloaded, in cui la parola, attraverso i versi danteschi originali, entra in relazione con una drammaturgia sonora con la quale s’intende ampliare la sensorialità dei versi, trasformandoli in corpo vivente; Compagnia Live presenta Il tè delle tre in cui si racconta di tre donne comuni ma con caratteristiche quasi surreali, (Linda, maniaca di ordine, igiene e pulito, Ursula, ninfomane ed eterna bambina e Sofia, narcolettica che crede di essere vissuta nel III secolo in Cina in una vita precedente).


Inoltre vi segnalo, da non perdere assolutamente, giovedì 5 settembre 2019 alle ore 18.30 a Galbusera Nera (La Valletta Brianza) i miei carissimi amici Valeria Perdonò e Vincenzo Zampa (QUI la nostra video chiacchierata) con Il menù della poesia. Da segnare in Agenda anche le amiche di QUI e ORA Residenza Teatrale (Francesca Albanese, Silvia Baldini e Laura Valli) venerdì 6 settembre 2019 alle ore 21 al Parco Villa Banfi di Carnate con lo spettacolo I will survive (QUI la mia video intervista) per parlare di over 40, donne sopravvissute al quotidiano per comprendere che differenza ci sia tra vivere e sopravvivere.


Se invece vorrete passare un sabato sera (7 settembre) all’insegna dell’ironia irriverente e pungente di Rita Pelusio, vi aspetta alle ore 21 con lo spettacolo Urlando Furiosa. Rita è una profonda conoscitrice dell'universo femminile, trasforma in teatro e comicità aspetti apparentemente semplici.


Domenica 8 settembre, gran finale alle ore 21 a Villa Greppi di Monticello Brianza con il Decameron - un racconto italiano in tempo di peste di Tullio Solenghi. L'attore restituisce la lingua originale di Boccaccio rendendola accessibile e comprensibile e affronta la lettura interpretata di sei tra le più note novelle: Chichibio e la gru, Peronella, Federigo degli Alberighi, Masetto di Lamporecchio, Madonna Filippa, Alibech.


Forse è vero, L'estate sta finendo... ma nell’aria profumo di stagione (teatrale) ancora non si sente quindi non vi resta che seguire il consiglio di Luca e Elena; siate curiosi e godetevi L'ultima Luna d'estate.


Milano 20/08/2019