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Un viaggio nell'universo femminile, perché La Canzone è sempre più Femmina


Vi ho già parlato di loro QUI e delle loro donne.


Dopo averli ascoltati cantare, nella mia video intervista, grazie al loro CD è giunto il momento di andare a vederli, ma non a teatro bensi nella cornice di Après-coup: bistrot, proscenio, arte, moda e design di Milano. Un luogo nel quale fermarsi e ritrovare il proprio tempo e assaporare piatti della loro cucina. Una realtà nella quale soffermarsi per un tè, leggere un libro, immergersi nelle opere d’arte contemporanea esposte ma anche assistere a una pièce teatrale o ascoltare un concerto jazz. Di fatti l’11 di settembre, grazie ai Duperdu (Marta M. Marangoni e Fabio Wolf), potremo sia vedere uno spettacolo che ascoltare canzoni grazie allo spettacolo:


LA CANZONE È FEMMINA

un omaggio al variegato atlante dell’universo donna

data unica 11 settembre 2019 ore 21:00

Après-coup Bistrot Proscenio

via Privata della Braida 5 – Milano

drammaturgia Marta M. Marangoni e Francesca Sangalli

regia Marta M. Marangoni

con Marta M. Marangoni, Fabio Wolf

in video Debora Villa


sinossi

un omaggio all’universo femminile attraverso un lungo viaggio nella mente e nelle storie delle grandi donne del passato, del presente e del futuro. Ritratti di donne reali e fantastiche, leggendarie e primordiali che popolano il nostro immaginario e danno un volto all’eterno femminino.


La canzone è femmina è nato con l’arrivo della secondogenita di Marta e Fabio, Dalia. Ogni canzone, narra alla piccola Dalia, la storia di una donna e ne canta le doti e le gesta.


Per saperne di più sullo spettacolo La canzone è femmina ho contattato gli amici Marta e Fabio ed è nata questa interessante chiacchierata che vi consiglio di leggere, poi chiaramente andare a vederli live.

La canzone, perché è femmina?


Prima di tutto la parola canzone in italiano appartiene al genere femminile!

La canzone nasce dalla sfera del sentimento, della passione, dell'irrazionale che tradizionalmente vengono associati all'universo femminile, alla donna generatrice unita al mondo dell’arte e della creazione. La canzone, anche se dice qualcosa di scomodo, lo fa con la musica e la poesia (altre due femmine), quindi il messaggio risulta ingentilito e attraente, come solo la femmina può essere. Storie di donne cantate tra cronaca e poesia, lirica e impegno sociale.


La canzone è femmina è un CD diventato un concerto-teatrale. Come, quando e perché è nata l’esigenza di trasportarlo in teatro?


Siamo teatranti impenitenti.

La forza evocativa di queste canzoni aveva bisogno di una rappresentazione, di un’incarnazione sul palcoscenico, e non solo di una registrazione sonora. Francesca Sangalli ha trovato una drammaturgia capace di legare e di far emergere con delicatezza i temi e i personaggi che trattiamo nelle nostre canzoni, affiancando i brani a citazioni di grandi donne della letteratura e della scienza da Simone de Beauvoir a Virginia Woolf che mettono al centro della scena il contributo femminile alla cultura e alla storia.


La canzone è femmina è un viaggio/ritratto di donne, quali se posso? E perché l’importanza di raccontare queste donne?


Come dice la nota sotto il titolo, si tratta di donne sia reali sia immaginarie, oppure archetipi universali del femminile, come Desdemona o Lady Macbeth.

Lo spunto è la nascita della nostra piccola Dalia, la secondogenita di casa Wolf, il desiderio di volerle presentare un atlante femminile fatto di sentimenti, prese di responsabilità e azioni che diventano guida per le future generazioni. Ma vogliamo ricordare che il disco è anche dedicato al maschietto Plinio perché diventi un uomo che rispetta le donne. Non bisogna fare l’errore di separare i due mondi, ma far sì che donne e uomini si impegnino insieme per la parità. L’urgenza poi è data dall’attualità, in un momento storico in cui le donne hanno bisogno di voce, come tutte le fasce più deboli della società. Abbiamo cantato Desdemona tante volte nello spettacolo Le sedie di Donatella Massimilla contro la violenza di genere che non ci stancheremo mai di raccontare e denunciare.


Qual è la donna che vi affascina di più ‘raccontare’?


Wolf:

sicuramente la contessa Caterina da Forlì, ma anche Carla Dondi, due figure antitetiche, molto diverse una dall'altra, entrambe legate sia alla Romagna sia a Milano, proprio come me.


Marta:

io adoro Anja, perchè mi ricorda la mia gioventù a Berlino. Però la donna che mi muove e mi commuove maggiormente è quella legata alla mia storia teatrale: la vicenda della partigiana Lia uccisa un giorno prima della liberazione incinta di otto mesi, personaggio che incarno dal oltre 18 anni nello spettacolo Nome di battaglia Lia di Renato Sarti.

Voglio approfittare per ringraziare il Teatro della Cooperativa per aver creduto in questo progetto senza esitazione.


Le donne che raccontate hanno tutte le ‘palle’. Però continuiamo a vivere in un Paese maschilista e patriarcale. Dunque, la donna che ha potere mette in crisi l’uomo?


Già, le "palle". Per rendere questa idea è necessaria un'espressione maschilista e questo dovrebbe far riflettere, però oggi si dice così. In effetti non tutte le donne di cui parliamo hanno i cosiddetti attributi: Carla Dondi, Anja o la stessa Desdemona sono vittime, condizione molto frequente della donna nella Storia e nel disperato presente.

Certamente la donna di potere mette in crisi l'uomo, anche perché spesso usa il proprio potere meglio dell'uomo, oppure in altri casi riesce, come Lady Macbeth, a mettersi sul suo stesso piano, strumentalizzandolo per i propri scopi. Eppure, dalle testimonianze e dai dati che abbiamo raccolto intervistando molte donne come la magistrata Jole Milanesi, la giornalista Ira Rubini, si evince che il cosiddetto “soffitto di cristallo”, l’invisibile ma invalicabile barriera che impedisce alle minoranze e alle donne di salire ai gradini superiori della scala gerarchica, resiste ancora. Ma grazie a donne di valore e uomini consapevoli quel soffitto ora ha milioni di crepe.


Come reagisce il pubblico (maschile e femminile) dopo aver assistito/ascoltato La canzone è femmina?


Se è un pubblico educato, di solito applaude.

A parte gli scherzi, crediamo che lo spettatore porti via con sé qualcosa da questo spettacolo, un pensiero, un’immagine, una battuta che speriamo faccia riflettere. L’emozione della musica può cambiare il mondo a piccoli passi.


Marta quanto sei coinvolta da queste donne, riesci a tenerle a bada una volta scesa dal palco oppure capita che te le porti a casa...


Il percorso alla scoperta di queste donne mi ha attraversata visceralmente e così – croce e delizia di questo mestiere - è facile trovarsi a tu per tu con loro nella vita, soprattutto quando si tratta di prendere delle decisioni e chiedersi che scelte avrebbe operato Carolina di Brunswick o Margherita Hack nei miei panni!


In scena l’11 di settembre con Voi ci sarà una Guest Star?


Oltre all’ironica presenza video della “musa ispiratrice” Debora Villa, ci sarà in carne ed ossa Diana De Marchi, presidente della Commissione Pari Opportunità del Comune di Milano, che da anni porta avanti una importante riflessione sulla parità di genere. In pochi minuti ci illustrerà lo scenario attuale con un affondo sull'importanza di usare diversi linguaggi nella prevenzione e repressione della violenza di genere.

Dice:

“Il teatro è veramente efficace per descrivere le situazioni ancora purtroppo radicate sulla discriminazione delle donne. Valorizzando le loro competenze e facendo conoscere le storie vere e quotidiane, si aumenta la consapevolezza e si contrasta la violenza fisica economica, psicologica e sociale”


Prima di dare l’appuntamento a Après-coup, possiamo annunciare il ritorno di Opera Panica dal 24 Settembre al 13 Ottobre 2019, ma soprattutto la novità assoluta; Opera Panica #Due dal 28 Maggio - 14 Giugno 2020 presso il Teatro Franco Parenti (magari verrò a intervistarvi nel 2020 per questa seconda edizione).


Per chi non l’avesse visto, come me pur avendovi video intervistati, cosa tratta?


È un’immersione nel surrealismo jodorowskiano, un folle teatrino di umanità allo sbando. Attori formidabili e regista visionario: uno spettacolo che vi farà ululare.


Bene non ci resta che dare l'appuntamento con La canzone è femmina...


Potete vedere lo spettacolo mercoledì 11 settembre h 21.00, come evento speciale inserito nel palinsesto della manifestazione IL TEMPO DELLE DONNE del Corriere della Sera, presso Après-coup un delizioso ed elegante Bistrot con una irrefrenabile vocazione alla cultura che ospiterà inoltre una bellissima mostra fotografica in cui siamo fra i protagonisti.


.... ma vogliamo ricordare anche dove poter acquistare il CD La canzone è femmina.


Si può acquistare scrivendo una mail a info@duperdu.org.

A richiesta lo consegniamo personalmente con una serenata a domicilio!!!


Conoscendoli sono sicuro che lo farebbero e non sarebbe male come idea!


Ringrazio i Duperdu per questa piacevole e interessante chiacchierata, mentre Voi siete pronti per un viaggio nella mente e nelle azioni di grandi donne del passato, del presente e del futuro, riproposto oggi proprio quando il femminile è spesso riduttivo e svilente, appiattito su immagini stereotipate e stucchevolmente ammiccanti?...


Io ci sarò.


Buona Serata

Milano 04/09/2019


INFO e PRENOTAZIONI

02-38243105 | info@apres-coup.it


SITO

Duperdu