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La tragedia del Vendicatore, Marco Brinzi

13/02/2020

Foto Masiar Pasquali

Al Piccolo Teatro Strehler di Milano tornano in scena, prima di partire nuovamente alla volta di una prestigiosa tournée europea, gli intrighi, le congiure, gli omicidi di stato, i tanti travestimenti e il rimpianto di un amore stroncato sul nascere.


Torna lo spettacolo con cui il britannico Declan Donnellan ha fatto riscoprire all’Italia l’autore barocco inglese Thomas Middleton dove ritmo, energia, ironia e passione per raccontare la storia di Vindice e della sua implacabile vendetta con…


LA TRAGEDIA DEL VENTICATORE

dal 22 al 28 febbraio 2020

Piccolo Teatro Strehler

Largo Antonio Greppi 1 – Milano

di Thomas Middleton

adattamento di Declan Donnellan e Nick Ormerod

regia Declan Donnellan

versione italiana Stefano Massini

con Ivan Alovisio, Marco Brinzi, Fausto Cabra, Flavio Capuzzo Dolcetta, Christian Di Filippo, Raffaele Esposito, Ruggero Franceschini, Pia Lanciotti, Errico Liguori, Marta Malvestiti, David Meden, Massimiliano Speziani, Beatrice Vecchione, Marouane Zotti


sinossi

in una non meglio precisata corte italiana, Vindice e Ippolito, figli di Graziana e fratelli di Castiza, si incontrano davanti al Palazzo del Duca. Vindice – come dice il nome – desidera vendicare a qualunque prezzo la morte della promessa sposa Gloriana, stuprata e avvelenata dal Duca poco prima delle nozze. Per riuscire nel suo ardito piano, dovrà travestirsi ed assumere i tratti dell’adulatore, entrando così nelle grazie dei potenti. Da quel privilegiato punto di osservazione, avrà modo di osservare come il tarlo della corruzione non solo sia inscindibile dal potere, ma abbia purtroppo iniziato anche a intaccare i membri della sua stessa famiglia…


Anch'io torno a parlare di questo spettacolo, scorsa stagione video intervistando Pia Lanciotti, quest'anno il bravissimo Marco Brinzi. Artista Residente per il Teatro di Villa Pamphili a Roma, per triennio 2020-2022, nato a Lucca, si diploma alla scuola del Piccolo Teatro di Milano sotto la direzione di Luca Ronconi continua il percorso teatrale lavorando con Massimo Castri, Robert Carseen, Federico Tiezzi, Serena Senigallia, Veronica Cruciani, Cristina Pezzoli e il lituano Oskaras Koršunovas. Nel 2006, Marco, viene premiato come miglior attore emergente al Festival teatrale di Séte in Francia con lo spettacolo Des Italiens per la regia di Gilbert Rouvier.



Marco, grazie per aver accettato il mio invito.

Visto il successo nella scorsa stagione, mi sai dire come ha reagito il pubblico con lo spettacolo La tragedia del Vendicatore? Spettacolo che strizza un po' l’occhio verso un pubblico giovane ma le platee, specie quella del Piccolo, sono sempre affollate da un pubblico adulto mentre i giovani faticano un po', se non spinti dai loro professori…


Ne esce molto divertito ed entusiasta, direi che il termine giusto sia sorpreso. Sin dall’inizio, vengono accolti in sala con le note del brano musicale; Ahi ahi ahi composte magistralmente da Gianluca Misiti. Il pubblico non si aspetta certo per un testo elisabettiano con un inizio così pulp!

È divertente vedere, dopo gli inchini finali, il pubblico uscire entusiasta e fischiando proprio quel tormentone musicale. Musica a parte, credo che la forza di questo lavoro sia la messa scena di un testo elisabettiano che risuona come estremamente attuale. È un lavoro grottesco, splatter e molto pulp... quindi ci si diverte sia a farlo che a vederlo. Abbiamo trovato tantissimo pubblico giovane alle nostre rappresentazioni e questa cosa è stata un ulteriore spinta “energetica” per lo spettacolo. È una messa in scena anche composta da “giovani” (mi includo anche io... nel gruppo giovani). Un cast di 14 attori giovani e “vivi” tra cui una decina di attori diplomati alla Scuola del Piccolo Teatro.


Middleton ci parla di un governo corrotto e di un popolo che si compra al prezzo dei beni di consumo. Descrive una società ossessionata dal sesso, dalla celebrità, dalla posizione sociale e dal denaro, dominata dal narcisismo e da un bisogno compulsivo di autorappresentarsi per convincere gli altri, ma soprattutto se stessi. Oggi, secondo te, è più importante essere buoni o belli e perché?


Non sarò sintetico!


Ok!


Ai giorni nostri siamo ossessionati, a mio avviso, sia dall’avere potere che dal piacere a tutti i costi. La vita liquida... Siamo ossessionati di essere “qualcuno” diventando vittime di un sistema in cui si vende il fattore “autenticità”. Un termine che si usa sia per gli oggetti che per le persone e che in realtà ha un significato, a mio parere, negativo più che positivo. Nessuno di noi è autentico... Siamo sempre “mascherati”. I Social ti chiedono di essere: vero, autentico, seduttivo, figo, etc.... quindi crei un clone in nome di una “autenticità” che in realtà è un grandissimo fake. Ciò che fa Middleton in questa opera e che risuona così contemporaneo è dire:

Guarda come si cade in basso pur di avere potere e fama”

Ovvero:

“Guarda come ci fingiamo autentici, come fingiamo di “essere noi stessi” apparendo belli e buoni”

A Middleton, che denunciava questa fame di potere all’interno della corte elisabettiana dell’epoca, il lavoro costò la minaccia del carcere e poi il silenzio oltre che la perdita dell’attribuzione di alcune sue opere. Si è trovato come tanti attori o scrittori di satira nell’era del Berlusconismo... in cui dire che il re era nudo significava essere censurati.


Tanti registi importanti ti hanno diretto. La regia dello spettacolo La tragedia del Vendicatore porta la firma di uno dei registi più originali del mondo qual è Declan Donnellan. Com’è avvenuto il vostro incontro e quanta libertà ti ha lasciato nello sperimentare?


Avevo letto il suo libro L’attore ed il bersaglio (che trovo illuminante per gli attori). Quando mi hanno chiamato dal Piccolo e ho sostenuto il provino con lui e Nick, ero emozionato! Sono stato meravigliato del loro interesse e della loro curiosità rispetto ad ogni singolo attore. Capita raramente infatti di trovare registi che ascoltino veramente gli attori che hanno di fronte... invece con loro questo non avviene, ascoltano. La loro caratteristica è quella di mettere gli attori in condizione di dare il massimo e di poter giocare... Declan non impone mai all’attore un modo di recitare. Consiglia una linea registica attraverso storie e aneddoti... quindi crea un clima armonioso in cui gli attori sono liberi di esprimersi, essendo diretti e accompagnati nel modo migliore.


Con La tragedia del Vendicatore ti senti più coinvolto dalla storia o dal tuo personaggio?


Direi dalla storia e dal fatto che la raccontiamo in modo corale. Declan Donellan porta sempre gli attori alla costruzione di un ensemble!


Di sicuro è uno spettacolo di grande impatto sotto molti aspetti, anarchico e provocatorio. Cosa speri possa arrivare al pubblico a fine serata?


Bella domanda... alla fine la risposta più sincera è che ti auguri che il pubblico abbia passato due ore di teatro Vivo e che si siano divertiti. Non ho la pretesa di aver passato “verità”, Dio me ne guardi!


Fortunatamente per noi fai tanto teatro, perché sei bravo, e lo fai anche in modo ‘indipendente’. Ma il teatro gode di buona salute?


Grazie per i complimenti TiTo!!!


Meritatissimi, sai che ti seguo da tempo e seguo il tuo impegno e il lavoro con il Teatro.


In Italia, lo vediamo, si investe troppo poco sul teatro e la cultura. I finanziamenti sono sempre più difficili da trovare sia per gli stabili che per le piccole compagnie. Questo crea enormi difficoltà per coloro che cercano di vivere attraverso il teatro, dagli attori, ai tecnici, agli operatori... quindi nonostante ci sia tanta voglia e necessità di teatro più di prima ti direi di no, il teatro non gode di ottima salute, almeno in Italia. Una bella fuga all’estero magari?


Anche no Marco dai, abbiamo bisogno di talenti come te!

Senti, uno spettacolo è fatto anche per intrattenere; da cosa e verso cosa Marco Brinzi vorrebbe spostare l’attenzione?


Vorrei spostare l’attenzione dal narcisismo di cui siamo vittime, amplificato dai Social, riscoprendo il piacere di sedersi e ascoltare, anche per un’ora, in silenzio altre persone che raccontano storie attraverso il teatro. Il teatro accade lì in quel preciso momento, non è virtuale o “finto”. Il teatro attraverso la finzione ti fa capire qualcosa su di te e sull'umano più dei Like su Facebook, penso.


D’accordissimo... mentre la parola quant’è importante?


Dipende dai lavori che mi trovo davanti. Sto preparando La Tregua di Primo Levi per il giorno della memoria in versione di lettura scenica e lì, ad esempio, non posso fingere che quelle non siano le parole di un sopravvissuto e quindi lavorare/scavare quelle sue parole così dense ed evocative di dolore, diventa più difficile... immergersi nella parola con l’intento di renderla viva può essere anche doloroso come interprete se ci si crede profondamente.


Quale partner sul palcoscenico anima maggiormente i tuoi ricordi e con chi vorresti condividere una nuova esperienza teatrale?


Sono tantissimi gli attori bravi con cui ho avuto la fortuna di recitare. Se adesso chiudo gli occhi ti direi... Angela Finocchiaro. Abbiamo recitato per 150 repliche fianco a fianco e ogni sera era sempre viva e brillante... è un’energia unica quella donna, straordinaria e di talento. Tanti anche gli attori con cui non ho mai lavorato ma con cui mi piacerebbe “giocare” ne dico quattro? I milanesi Francesco Meola e il Loris Fabiani e come donne Lidia Di Stefano e Beatrice Schiros. Stima piena!


Tre su quattro sono miei amici. Hai ragione, tanta stima!

Come detto, hai recitato per registi pazzeschi, c’è uno anche tra le nuove leve con il quale vorresti lavorare e perché?


Azz... hmm...d’istinto il gruppo ProximaRes, Carmelo Rifici e poi Musella e Mazzarelli e la regista romana Giorgina Pi . Ognuno di loro propone cose pazzesche.


Vedi? Abbiamo quasi gli stessi gusti. MA Vediamo se ci troviamo anche nella seguente domanda, ossia lo spettacolo a cui sei più legato?


Winter di Jon Fosse regia di quel genio di Oskaras Korsunovas. Andavo alle prove correndo tanta era la voglia di lavorare con lui.


Tanta roba, concordo. E... quello più brutto?


Uno e spero rimanga imbattibile. Non posso dire il nome e la regia ma fu una tragedia, anche come esito di pubblico fu tragico. Ecco, anche in quel caso correvo però a casa e in fretta dopo le repliche, nascondendomi.


Mmmm mi hai incuriosito, me lo dirai in privato prossima settimana quando verrai a Milano. Mentre l’ultimo spettacolo che hai visto, lo consiglieresti?


L’ultimo spettacolo di prosa visto è una lettura teatrale del romanzo americano Furore fatta Massimo Popolizio. Consigliatissimo!!! Sia per l’interpretazione, sia per i temi affrontati nel romanzo.


Marco Brinzi e il cinema…


Eh, spero di farne di più...


Io te lo auguro perché sei bravo anche sul grande schermo.


È un mezzo espressivo potentissimo per questo mi piacerebbe. In realtà credo che per gli attori, il cinema, abbia più limiti rispetto al teatro a mio parere... cioè teatro può evocare qualcosa che non c’è al cinema, no? almeno che tu non interpreti un pazzo. In teatro puoi far credere, per convenzione con il pubblico, che una sedia sia un elefante, al cinema? Provaci! E poi... vuoi mettere il contatto diretto e vivo che un attore prova con il pubblico in teatro? È fortissimo, unico, irreperibile.


Eh già… ogni replica è unica. Impossibile replicare perfettamente la stessa messa in scena ogni sera. Per questo motivo il teatro è unico. Al cinema è il regista che comanda e ti fa vedere quello che vuole lui. A teatro, come nel caso dello spettacolo La tragedia del Vendicatore, essendo così corale, la regia me la faccio io, ossia decido io chi seguire.


Altre domande?

(Marco, ride)


Ok ti lascio andare, anche se ti terrei ore a parlare di teatro, però prima di dare l’appuntamento ci puoi anticipare i tuoi prossimi impegni?


Sto portando in scena ICH WAR – IO ERO LA’ un lavoro scritto da me e interpretato con la grandissima amica e bravissima attrice: Caterina Simonelli. È un testo che parla della strage nazista avvenuta a Sant’Anna di Stazzema nel 1945 i cui colpevoli non hanno mai scontato la pena. Poi avrò la ripresa de’ La tragedia del Vendicatore in tournée e subito dopo le prove e il debutto della prima messa in scena italiana Gli ultimi giorni di Giuda Escariota di Stephen Adly Guirgis per il Teatro Stabile di Bolzano. Sto lavorando poi per il riadattamento teatrale del libro inchiesta Nella Setta edito da Fandango, scritto da Flavia Piccinini e Carmine Grazzini.


Bene, quando sarà, lo sai che io ci sono e ci sarò sempre!

È arrivato il momento di invitare i lettori al Piccolo Teatro Strehler con La tragedia del Vendicatore.


Certo che sì.

Vi aspettiamo a Milano dal 22 al 28 febbraio 2020.


Sai anche le date della tournée?


Saremo a:

Londra dal 4 al 7 marzo 2020 - Barbican Centre

Madrid dall'11 al 14 marzo 2020 - Teatro Valle-Inclán

Sceaux (Francia) dal 18 marzo al 2 aprile 2020 - Les Gémeaux, Scène Nationale


CURIOSITA’

la recita del 22 febbraio 2020 è sopratitolata in inglese


by TiTo