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2018 TAGteatro by TiTo

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Lo Straniero Woody Neri a Teatro i


LO STRANIERO

un funerale

fino al 29 maggio 2019

Teatro ì

Via Gaudenzio Ferrari 11– Milano

liberamente ispirato da Albert Camus

di Francesca Garolla

regia Renzo Martinelli

con Woody Neri


sinossi

gli hanno detto che la madre è morta ieri. O oggi. Non lo sa. Perché è straniero, lui. Anche al tempo, è straniero. E non lo sa. E allora, poi, ne ha parlato con il suo datore di lavoro, perché doveva andare, lui, al funerale, doveva andare. E ha chiesto scusa per questo, ha chiesto scusa, lui, Lo straniero. Che è straniero anche alle formalità. E dunque, alla fine, quando tutti erano tristi per lui, lui non era triste per sé. È straniero alla morte, lui. Lo straniero. E forse persino alla vita. Non si sa.


Camus parla di un esodo da e verso di sé, un peregrinare attorno a un luogo/tempo dove posare il capo: non la ricerca di un senso superiore all’accadere degli eventi né l’attesa o la costruzione di un domani in cui saremo (o staremo) meglio.


Per saperne di più su Lo straniero ho contattato il bravissimo Woody Neri conosciuto grazie allo spettacolo L’indifferenza in scena sempre presso il Teatro ì.

Grazie Woody per aver accettato il mio invito. Chi è Lo straniero in scena a Teatro ì?

Mi viene automatico ribaltare la domanda: chi non è straniero? Straniero in patria, straniero alla società, straniero agli altri, straniero soprattutto, ovviamente, a sé stesso. Mi inquieta un po' chi è certo e sicuro di sé e della propria, chiara, visione del mondo. Capita spesso che ci si affidi a questi individui per il desiderio di trovare pace ai nostri dubbi e angosce. Costoro sembrano non averne. Invece dovremmo cercare di accettare l'evidenza: siamo ciò che meno conosciamo e più ci spaventa. Un abisso. Come Woyzeck.


Posso sapere le formalità alle quali Lo straniero è straniero?

La vita è una formalità alla quale proprio non riesce a non essere straniero.


Lo straniero è più straniero alla morte o alla vita?

Per chi attraversa la vita come un distratto girovago, la morte può essere una distante, dolorosa, solitaria pratica e al contempo un'ipotetica felice dissoluzione nel nulla. Questo non vuol dire aspirare necessariamente al suicidio, ma che si può forse abbracciare la vita solo accettando di passare attraversando il nichilismo e di incontrare il mostro che vi abita.


Per lui è più importante essere straniero a se stesso o verso gli altri?


Direi che non è importante.


Lo straniero vive il presente, lo occupa oppure lo combatte?


Nessuna delle tre e tutte e tre al contempo. Lo straniero è di troppo.


Un momento dello spettacolo che ti porti a casa?

Era molto tempo che non avevo l'occasione di tentare, con così tanta forza, una preghiera.


Invece cosa vorresti che si portasse a casa lo spettatore dopo aver visto Lo straniero?


Forse la percezione di non essere così soli nella solitudine. Che la solitudine non è un nemico da fuggire, ma forse l'unico autentico luogo in cui possiamo avere una chance di incontrarci onestamente.


A chi consiglieresti Lo straniero, giusto per invogliare i lettori a venire a Teatro ì?


A chi ha letto il romanzo.

A chi non l'ha letto.

A chi vorrebbe leggerlo.

A chi conosce Camus.

A chi non lo conosce.

A Sartre.

A mia nonna, se potesse...


Non so Voi ma io:

Ho letto il romanzo.

Vorrei rileggerlo.

Conosco Camus.

E vorrei tanto portare mia nonna con me, se potesse... per vedere in scena un attore bravo e sensibile come Woody Neri, nel dare voce a un personaggio sfaccettato e complesso, come Lo straniero, un uomo che racconta una storia attraversando le pagine del romanzo, Lo straniero, quasi fossero pagine della sua stessa vita. Un uomo che ci narra, dal suo punto di vista, ironico, tagliente ma al contempo drammatico, la storia di Meursault, questo assassino apparentemente senza sentimenti che il Signor Camus ci ha fatto conoscere nel suo libro.


Io ci sarò, Voi?...


Buona serata a teatro.

Milano 10/05/2018