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È questa la vita che ‘sogniamo da bambini’ ? Luca Argentero

22/02/2020

Foto Stefano Pollio



Questa è la domanda che ci pone il Teatro Manzoni di Milano attraverso lo spettacolo interpretato da uno dei divi del nostro piccolo e grande schermo prestato al Teatro.


Sto parlando di Luca Argentero.


Nato a Torino e divenuto famoso nel 2003 grazie alla terza edizione del Grande Fratello. Dopo varie esperienze/ospitate debutta nel 2005 come attore nella serie televisiva Carabinieri. Ma Luca deve aspettare il 2007 per togliersi di dosso l’etichetta (capita troppo spesso in Italia) passando dall’essere il bello del Grande Fratello ad attore con la A maiuscola, grazie al film Saturno contro di Ferzan Özpetek e come non citate i film Solo un padre e Diverso da chi? che gli valse la sua prima candidatura al David di Donatello come miglior attore protagonista.


Il debutto in teatro avviene nel 2011 con lo spettacolo Shakespeare in Love e visto che mi occupo principalmente di teatro ecco a Voi Luca e la domanda:


È QUESTA LA VITA CHE SOGNAVO DA BAMBINO?

dal 24 al 26 febbraio 2020

Teatro Manzoni

via Manzoni 42 – Milano

testi Gianni Corsi

regia Edoardo Leo

con Luca Argentero


sinossi

racconta le storie di grandi personaggi dalle vite straordinarie che hanno inciso profondamente nella società, nella storia e nella loro disciplina. Raccontati sia dal punto di vista umano che sociale, con una particolare attenzione al racconto dei tempi in cui hanno vissuto. Luisin Malabrocca, Walter Bonatti e Alberto Tomba.


Ma chi sono Luisin Malabrocca, Walter Bonatti e Alberto Tomba?


Tre sportivi che hanno fatto sognare, tifare, ridere e commuovere varie generazioni di italiani.


Luisin Malabrocca,

l’inventore della Maglia Nera, il ciclista che nel primo Giro d’Italia dopo la guerra si accorse per caso che arrivare ultimo, in una Italia devastata come quella del ‘46, faceva molta simpatia alla gente: riceveva salami, formaggi e olio come regali di solidarietà. Automaticamente attirò anche l’attenzione di alcuni sponsor, fino a farlo guadagnare di più l’arrivare ultimo che tentare la vittoria. In poco tempo è arrivata anche la popolarità. In lui le persone hanno riconosciuto l’anti-eroe che è nel cuore di ogni italiano, ma, insieme alla popolarità, sono arrivati nuovi sfidanti in una incredibile corsa a chi arriva ultimo.


Walter Bonatti,

l’alpinista che dopo aver superato incredibili sfide con la roccia, il clima e la montagna, arrivato a oltre ottomila metri d’altezza, quasi sulla cima di una delle montagne più difficili da scalare del mondo, il K2, scoprì a sue spese che la minaccia più grande per l’uomo è l’uomo stesso; eppure la grande delusione del K2 lo ha spinto ancora più in là a mettersi alla prova in nuove sfide in solitaria, nuove scalate impossibili e infine a viaggiare in tutto il mondo. Tutto ciò per trovare la cosa più importante della vita: sé stesso.


Alberto Tomba,

lo sciatore, campione olimpico, che ha fermato il Festival di Sanremo con le sue vittorie. L’insolito sciatore bolognese che con la sua leggerezza nella vita e aggressività sulla pista è arrivato a essere conosciuto in tutto il mondo come “Tomba la bomba”. Uno dei più grandi campioni della storia dello sci che ha radunato intorno alle sue gare tutta la nazione, incarnando la rinascita italiana forse illusoria ma sicuramente spensierata degli anni ‘80.


Tre storie completamente diverse l’una dall’altra, tre personaggi accomunati da una sola caratteristica, essere diventati, ognuno a modo proprio, degli eroi.


È questa la vita che sognavo da bambino? intende indagare e lo fa con dolcezza ed ironia, senza cedere a banali moralismi.


Buona visione a Teatro.