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2018 TAGteatro by TiTo

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Luca Ricci & Giuliana Ciancio, due belle menti per il Teatro

Aggiornato il: 3 ott 2018


Luca Ricci, una laurea in Filosofia e un Diploma di regia all’Accademia del Teatro alla Scala di Milano. Fondatore della compagnia teatrale CapoTrave e direttore artistico del Kilowatt Festival (Premio UBU 2010).


Giuliana Ciancio, cultural project manager e creative producer, lavora attivamente nel settore dello spettacolo dal vivo in Italia e all’estero per teatri, istituzioni culturali e associazioni indipendenti.


Dall’incontro di queste due belle menti è nato il progetto Be SpectACTive! iniziato il 1 dicembre 2014 (terminerà il 30 novembre 2018?...) con il quale il Comune di Sansepolcro e l’associazione CapoTrave/Kilowatt portano in Europa l’esperienza legata allo spettatore attivo, che è la caratteristica principale di Kilowatt Festival (festival dedicato alle compagnie emergenti della scena contemporanea) con i suoi visionari, semplici appassionati di teatro, curiosi ma soprattutto persone volutamente invitate a far parte dei visionari perché non appassionati di teatro.


Be SpectACTive!

(seconda edizione:

dal 1 dicembre 2018 fino al 30 novembre 2022)


project managers:

Giuliana Ciancio e Luca Ricci

partners:

Associazione Capotrave/Kilowatt (IT), Bakelit Multi Art Center (HU), Domino (HR), Teatrul National Radu Stanca Sibiu (RO), Tanec Praha (CZ), Dublin Theatre Festival (IE), Gothenburg Dance and Theatre Festival (SE), International Theatre Festival Divadelná Nitra (SK), Arts Centre Buda in Kortrijk (BE), Brut in Wien (AT), Institution Student Cultural Centre of Novi Sad (RS), Plesni Teater Ljubljana (SI), Artemrede (PT), Réseau en scène Languedoc-Roussillon (FR). I 4 centri di ricerca: Fondazione Fitzcarraldo (IT), Universitat de Barcelona (ES), Université de Montpellier (FR), Le CNRS (FR).


Be SpectACTive! è un network europeo che mette in dialogo, e aperto confronto, spettatori di tutta Europa con artisti del teatro. L'obiettivo non è solo sollecitare uno sguardo attento dello spettatore stesso, ma di avviare progetti di co-creazione coinvolgendo il pubblico nel processo creativo degli spettacoli e dei lavori degli artisti. Capofila per l'Italia è il Kilowatt Festival, non a caso visto che per primi hanno sperimentato il coinvolgimento del pubblico in modo diretto, con gruppi di spettatori (visionari) chiamati a scegliere alcuni degli spettacoli poi ospitati nella rassegna.


Mi piace sapere che l’Europa si fa anche così, attraverso idee culturali forti e non alzando barriere.


Per questo motivo ho intervistato sia Giuliana Ciancio che Luca Ricci.


Giuliana, quando è avvenuto il tuo incontro con Luca Ricci e quand’è nata l’idea di Be SpectACTive!?


Con Luca ci siamo incontrati in una conferenza organizzata dalla Fondazione Fitzcarraldo (attualmente partner del progetto) in cui si discuteva del ruolo delle co-produzioni internazionali nel settore dello spettacolo e quali le diverse possibilità attraverso cui creare collaborazioni a cavallo di città e nazioni. Io portavo la mia esperienza maturata nel contesto di piattaforme internazionali e festival (tra cui il Napoli Teatro Festival di cui all’epoca ero responsabile organizzativa) e Luca la sua storia dei Visionari e del Kilowatt festival. E’ stato molto divertente. Abbiamo iniziato a confrontarci e abbiamo intravisto la possibilità di organizzare qualcosa insieme coniugando i nostri due osservatori. Su sollecitazione di Luca, abbiamo organizzato una prima conferenza all’interno del Kilowatt festival invitando esperienze europee che ci sembravano interessati sul tema della "spettatoranza attiva”. Cercavamo teatri, istituzioni o compagnie che avessero la voglia (e la capacità organizzativa) di immaginare insieme un percorso europeo. Il nostro intento era sperimentare modi di creazione e programmazione in cui i cittadini potessero esprimere una propria visione ed esigenze. Cercavamo organizzazioni disponibili a condividere le proprie pratiche e ad implementare i proprio programmi alla luce di queste sperimentazioni.

Da qui è nata l’esigenza di costruire un vero e proprio progetto che si è arricchito di una rete di partner sia "produttivi” che di “ricerca” in Europa con cui abbiamo condiviso questo percorso quadriennale.


Voi credete che oggi (come ieri) il teatro possa influenzare la vita quotidiana delle persone?


Il teatro deve essere parte della vita delle persone. Sempre più le istituzioni culturali si stanno interrogando sul proprio ruolo e come legittimizzare le proprie azioni culturali. Il teatro è materia viva, tratta di storie dell’oggi e di ieri, offre spunti di riflessione, può creare disagio e può fare comunità. La grande sfida oggi è riconnettere il teatro alle sue comunità che sono nuove, con diverse esigenze, parlano lingue diverse e propongono modelli sociali, idee di famiglia, di cittadinanza vari. La grande sfida e dialogare con questa nuova società e offrire agli artisti il tempo e lo spazio di creare. L’opera artistica va protetta, la ricerca va sostenuta e la partecipazione diverta uno strumento attraverso cui riconnettere i cittadini, gli spettatori, gli artisti, la macchina teatrale tutta.


Luca mi ha detto (vi rimando alla video intervista) che il progetto Be SpectACTive! grazie al successo ottenuto, proseguirà per altri 4 anni, visto che avete vinto il nuovo bando della Commissione Europea. Quali le novità?


Il progetto è diventato più impegnativo, più challenging. Abbiamo una rete composta da quasi 20 partner disseminati in 15 paesi europei. Abbiamo riconfermato gli aspetti di successo della prima edizione, li abbiamo potenziati invitando gli spettatori/cittadini a partecipare in forme di co-programmazione oppure in processi di gestione organizzativa delle strutture teatrali coinvolte. Inoltre, abbiamo esteso le attività di co-programmazione che si ispiravano all’esperienza del Kilowatt festival con i suoi Visionari a diversi gruppi nazionali.

A noi piace l’idea di dare spazio agli artisti, ai teatri e agli spettatori di sperimentare, metterli in contatto tra loro attraverso le pratiche artistiche ed i linguaggi del teatro contemporaneo. Nel caso degli artisti la novità è che abbiamo scelto di dare più tempo per creare e fare ricerca. Potranno sviluppare i propri progetti artistici attraverso un programma di residenze in diverse città e in più ottimizzare la propria ricerca a casa propria.

Tutti viaggeremo. Artisti, operatori e spettatori per conoscere i risultati del nostro lavoro ed essere gli uni in contatto con gli altri attraverso un verso proprio processo “trans-locale”.

Mi piace molto questa definizione.

Altre importanti novità sono nel ruolo della ricerca che oltre a proseguire con un programma di action research, quindi seguendo attivamente ed osservando i processi attivati nelle diverse aree di azione, supporterà anche azioni di peer learning tra tutti gli interlocutori del progetto. Tutti cercheremo di imparare dagli altri e il team di ricerca sarà fondamentale in attivare questo processo.

Con la nuova edizione introdurremo anche un’attenzione all’arte pubblica. Inspirati dal programma "nuovi committenti” vorremmo che alcune delle comunità parte del progetto possano essere esse stesse committenti di progetti di arte pubblica da costruirsi a cavallo tra due o tre città della rete. L’obiettivo è partire dalle loro necessità, disagi, urgenze. Alcune organizzazioni, infine, si avvarranno o potenzieranno la figura del community manager che non è un esperto di social networks nel nostro caso, ma un mediatore che fungerà da fondamentale link tra le comunità locali, gli artisti, le organizzazioni, i ricercatori.


Cosa vorresti che lo spettatore italiano ed europeo portasse a casa grazie al progetto Be SpectACTive!?


Bhè intanto un’idea evoluta di Europa. C’è un attacco strutturato a tutti quegli spazi di convivenza che possono generare incontro e costruire uno spazio critico. In questi 4 anni di esperienza ci sono stati tanti cambiamenti nei teatri partner, in noi che abbiamo curato il processo, negli artisti che sono stati prodotti, negli spettatori che hanno attivamente partecipato al processo. Abbiamo sbagliato, abbiamo fatto delle cose buone, abbiamo cercato di far dialogare mondi diversi tra loro. La creazione artistica ha collegato persone diverse e forse ha dato un’idea un pò più complessa agli spettatori partecipanti al progetto della complessità che a questa sottende e di quante opportunità questa possa offrire.

Vorrei che gli spettatori che hanno seguito o hanno sentito del nostro progetto ne comprendano lo sforzo e che grazie al progetto superino un approccio alla vita contemporanea fatta di stereotipi e tabu. Che insomma, attraverso tutto questo viaggiare, creare e discutere ci si regali tempo per uscire da piste ideologiche pre-costituite.


Ringrazio di cuore Giuliana per queste sue interessanti parole. Invece ho approfittato della venuta a Milano di Luca Ricci e l’ho incontrato prima della messa in scena dello spettacolo:


LA LOTTA AL TERRORE

di Lucia Franchi e Luca Ricci

dal 4 al 7 ottobre 2018

Teatro Libero | Via Savona, 10 – Milano

regia Luca Ricci

con Simone Faloppa, Gabriele Paolocà, Gioia Salvatori


sinossi:

Cosa succederebbe se un attentatore carico di esplosivo si asserragliasse dentro il supermercato di un piccolo paese della provincia italiana minacciando di farsi saltare in aria con più di trenta ostaggi?


Per scoprirlo, non ci resta che andare al Teatro Libero di Milano.


Buona visione.


Milano 03/10/2018

Video by TiTo


INFO:

CapoTrave

Kilowatt Festival