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Violet & Susan, le donne di Luca Toracca

12/02/2020

Foto Laila Pozzo



Dopo lo straordinario successo di pubblico e critica della stagione 2018/2019 con ben due spettacoli di Alan Bennett, prosegue il personalissimo viaggio di Luca Toracca all’interno dell’animo umano, soprattutto un’approfondita osservazione da parte di Toracca del mondo della terza età, arrivando all’amara conclusione che, spessissimo, si tende a rottamare questa larga fascia di umanità, commettendo indiscutibilmente una barbarie.


Per questo motivo Luca (con le sue donne) torna a casa sua, il Teatro Elfo/Puccini di Milano, e riparte da dove l’avevamo lasciato la scorsa stagione...


ASPETTANDO IL TELEGRAMMA

dal 25 febbraio al 1 marzo 2020

Teatro Elfo/Puccini

(Sala Bausch)

corso Buenos Aires 33 – Milano

di Alan Bennett

traduzione di Maria Grazia Gini

uno spettacolo di e con Luca Toracca


sinossi

è la storia di Violet, una vecchietta di 95 anni degente in una casa di riposo. Violet tra squarci d'ironia e ilarità e tuffi nel passato, ripercorre il suo vissuto fatto d'amori, di gioie, e di dolori.


Ho incontrato Luca per saperne di più su Violet…


Violet è una vecchietta di 95 anni che dimora in una casa di riposo e che attraversando momenti di lucidità a momenti direi quasi onirici, traccia un arcobaleno della sua esistenza, alternando situazioni di grande ironia a attimi di ricordi e di commozione.


Mi dici una gioia e un dolore che rivive Violet in scena?


Molto difficile parlare di gioia all’età che ha raggiunto Violet. Sicuramente gode dell’affetto delle persone che la circondano; le amiche ricoverate come lei, le infermiere, il microcosmo in cui lei è inserita. Il dolore che emerge è forse un amore giovanile…


Ha dunque dei rimpianti?


Sì, l’amore non consumato.


Quali sono state le difficoltà (se ce ne sono state) nell’interpretare un personaggio come Violet, una donna sola e degente in una casa di riposo?


Nessuna difficoltà.

Per esperienza personale, per un certo periodo, ho frequentato un ricovero per persone anziane. Ho assimilato molto da loro, la gestualità, gli sguardi persi, il dire senza esprimersi. E poi l’analisi minuziosa della scrittura di Bennett, a riguardo di questo personaggio, non lasciano che l’emergere di emozioni, che se riesci a sentirle intensamente riesci a trasmetterle al pubblico. E poi non posso dimenticare mia madre che mi è mancata ad un’età molto avanzata.


Aspettando il telegramma è andato in scena la scorsa stagione. Come ha reagito il pubblico a fine serata?


Stupendamente presi dalla narrazione di Violet, spessissimo erano commossi alle lacrime.


Smessi i panni di Violet, Luca Toracca cosa si porta a casa?


Tanta umanità e un'esperienza professionale che mi auguro di ritrovare grazie al pubblico.


I giovanissimi perché dovrebbe venire a vedere Aspettando il telegramma?


Per essere informati di ciò che è storia, esperienza, amore, fattori importanti per la costruzione del loro futuro. La persona vecchia è spesso fonte di insegnamento. Parlare oggi ad un ragazzo di 16/18 anni di cos’è stato, ad esempio, il ’68 è come parlare nella maggior parte dei casi, di cose sconosciute anche se nel momento attuale i giovani che ho appena citato godono delle conquiste giusto appunto ottenute dalle persone anziane. La persona anziana in molti casi anziché essere rottamata, come la società spesso impone, è di assoluto aiuto alle giovani famiglie per i nipoti, per l’aiuto anche economico, per il raggiungimento e lo svolgimento di attività. Quindi mi ripeto NON vanno rottamate e non vanno compatite, vanno amate!


Luca, perché durante le feste di fine anno tutti i telegiornali, quotidiani o i tanti profili social scrivono di evitare, giustamente, i botti di fine anno perché spaventano a morte i nostri amici a quattro zampe dimenticandosi dei tanti vecchi chiusi nelle case di riposo (molti dei quali legati ai propri letti durante la notte per evitare che cadano)… anche loro a causa dei botti si spaventano a morte eppure NESSUNO ne parla.

Domanda, sono più importanti i nostri amici a quattro zampe (e chi scrive, lo sai, oltre a mangiare vegetariano, ama gli animali) dei nostri vecchi?


No comment. Chiediamocelo seriamente!


Foto Laila Pozzo



Dopo Aspettando il telegramma, per Luca un importante debutto con lo spettacolo:


UN LETTO FRA LE LENTICCHIE

dal 3 al 15 marzo 2020

Teatro Elfo/Puccini

(Sala Bausch)

corso Buenos Aires 33 – Milano

di Alan Bennett

uno spettacolo di e con Luca Toracca


sinossi

“voglio vivere la vita come voglio senza condizionamento alcuno”

Questo potrebbe essere il manifesto di Susan, la protagonista di Un letto fra le lenticchie. Susan intende vivere al di là di quello che le convenzioni sociali le imporrebbero in quanto moglie di un vicario della chiesa anglicana. Afferma le sue convinzioni sociali e religiose combattendo contro i bacchettoni che la circondano, portando avanti le sue istanze e il suo modo di concepire la vita.


Un letto fra le lenticchie, una novità assoluta per il pubblico milanese. Una novità anche per me che non l’ho visto. Un’altra donna, questa volta Susan. Me la presenti?


Susan è sostanzialmente una ribelle.

Il mondo che la circonda è coatto e vorrebbe liberarsene. È una controtendenza, l’ambiente religioso in cui vive, in quanto moglie di un vicario della chiesa anglicana, le sta stretto, il confronto con altre donne che frequentano la parrocchia è sempre competitivo; lei, Susan, è uno spirito libero e dice sempre pane al pane. Anche la sua critica, ironica, relativa alla religione è comunque sempre pertinente al suo modo di essere e di pensare.


Susan, porta avanti le sue istanze e il suo modo di concepire la vita. Chi sono i ‘bacchettoni’ che combatte?


La società che la circonda.


Con lo spettacolo Un letto fra le lenticchie vuoi omaggiare la donna, che in questi tempi di oscurantismo è sempre più frequentemente oggetto di violenze e soprusi.


Voglio omaggiare la donna in ogni ambiente.

Sono convinto che oggi, nel 2000 non sia Atlante a reggere il mondo bensì una donna. La donna grazie a Dio ha fatto passi da gigante in quasi tutti i campi professionali, culturali e scientifici; l’uomo nella maggior parte dei casi si è seduto sugli allori e si sente superato. La competizione è estrema con, purtroppo, gli episodi che quasi quotidianamente ci fornisce la cronaca.


Stessa domanda di Violet; qual è l'aspetto che ti affascina di più nell’interpretare Susan?


La ribellione.


Come detto, Un letto fra le lenticchie è un debutto, cosa vorresti che mi portassi a caso dopo lo spettacolo?


La consapevolezza che forse con un po' di giusta ribellione la società potrebbe essere migliore. E poi che la mia interpretazione di queste donne, vedi Viole e Susan, facciano amare Toracca dall’intero pubblico più di quanto si sente amato oggi.


La dimensione del monologo a te è congeniale. Quant’è importante la parola in un tuo spettacolo?


È tutto, dipendi dalle emozioni che riesci a trasmettere. Lo capisci subito, se non riesci a fare questo vanifichi il tuo lavoro.


Quanto ami la scrittura di Alan Bennett?


Tantissimo, aderisce perfettamente al mio modo di essere: ironia, intelligenza, analisi dei personaggi credo che arricchiscano l'attore.


Luca, hai alle spalle tantissimi anni di teatro, diciamo che non esiste una ricetta del successo. Dovendo ipotizzare gli ingredienti di un’ipotetica ricetta quali, secondo Luca Toracca, gli ingredienti che NON devono mancare in uno spettacolo?


Applicazione, umanità e generosità.

Poi gli altri ingredienti spesso non li puoi focalizzare, devi solo viverli con il pubblico.


Domanda cattivella prima di salutarci: gli spettacoli in scena sono due. Io purtroppo, come molti, non posso permettermi entrambi per costi e tempo. Quale dei due spettacoli Luca Toracca mi consiglierebbe di non perdere assolutamente e perché?


Entrambi sono sicuramente meglio della televisione.


Confermo!


Per quanto riguarda la questione economica, molti teatri milanesi applicano riduzioni per ogni età. Basta interessarsi. Del resto guardandoci attorno ci sono costi per un happy hours che superano di gran lunga il costo di un biglietto a teatro. Il valore della cultura è inestimabile.


È solo un problema di scelte?


Assolutamente sì.


Vuoi dare l’appuntamento a Teatro?


Se volete quando venite posso fermarmi un po' con voi, mi basta sapere quando.


L’appuntamento con gli spettacoli firmati Alan Bennett e con le donne di Luca ve lo do io; perché chi ha lungamente vissuto è permeato d'esperienza, di storia e di umanità, è una ricchezza per la società ed è meritevole di considerazione e non di sopportazione. Combattiamo per abolire tutte le diversità, dimenticando spesso che ciò che ci aspetta è molto più vicino di quanto si possa credere: la vecchiaia.


Pronti a conoscere Violet & Susan le donne di Luca Toracca? Allora non vi resta che raggiungerle a Teatro, mi raccomando ore 19:30! Luca, dopo lo spettacolo, vi aspetta realmente nel foyer del Teatro dell’Elfo/Puccini e vi posso assicurare che lo farà molto volentieri.


CURIOSITA’

l’8 marzo Violet & Susan saranno in scena entrambe per una maratona teatrale dedicata a tutte le donne da parte di un uomo che ama le donne.


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