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2018 TAGteatro by TiTo

una finestra sempre aperta sul teatro

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Santarcangelo Festival, una creatura con la pelle dura



Ormai i viaggi ‘virtuali’ tra i vari Festival si stanno intensificando, oggi vi presento uno dei più significativi Festival italiano dedicato alle arti della scena contemporanea nell’ambito del teatro, della danza e delle performing arts.


Santarcangelo Festival, nato nel 1971.


Dal 2012 le attività del Festival si articolano con continuità nell’intero arco dell’anno, dando forma ad attività e appuntamenti tesi a nutrire la cultura teatrale del territorio, ospitando artisti in residenza e costruendo percorsi di visione per gli spettatori della città.

Ma nel periodo estivo che esplode il Santarcangelo Festival grazie alla presenza di artisti, creazioni, spettacoli, seminari, laboratori, luoghi di incontro, creando una comunità temporanea di performer, cittadini e spettatori.


SANTARCANGELO FESTIVAL 2019

dal 5 al 14 luglio 2019

direttore artistico Eva Neklyaeva

in collaborazione con Lisa Gilardino


Il Festival di Santarcangelo si denomina da subito Festival Internazionale del Teatro in Piazza e sotto la direzione artistica del regista romano Piero Patino – chiamato dall’allora sindaco Romeo Donati e dal consigliere comunale Flavio Nicolini – volle tessere nelle maglie dell’arte teatrale le istanze legate ai movimenti del Sessantotto e il folklore insito nella tradizione culturale della terra in cui l’evento nasceva, quella Romagna che è già nutrimento di illustri visionarietà.


La piccola Santarcangelo, arroccata su una collina a pochi chilometri dall’Adriatico e successivamente denominata cittadella del teatro, è diventata da allora palcoscenico di un incessante laboratorio di linguaggi e di idee; un piccolo paese, che non essendo dotato di un teatro, si è fatto esso stesso teatro, con le piazze, le contrade e l’antico sferisterio come scena di spettacoli che hanno segnato la storia teatrale contemporanea.


Ho avuto il piacere di contattare, e che ringrazio di cuore, Eva Neklyaeva e Lisa Gilardino per parlare di questo loro ultimo Santarcangelo Festival.


Che ricordo avete del Vostro primo Santarcangelo Festival?


Lisa:

ci sono tanti progetti e immagini che rimangono nella mente. Sicuramente i ricordi più forti sono l’esplosione di energia e di vitalità vissuta in quei giorni e la bellissima risposta del pubblico. Abbiamo avuto qualche inconveniente tecnico poco prima dell’inizio, forse per questo il debutto si è tramutato in un rilascio di energia, accolto e condiviso positivamente dagli spettatori. Il momento più emozionante del Festival è stato quando per la prima volta ho visto le tante, tantissime persone - tra cui molti giovani - entrare agli spettacoli, affluire a Imbosco, popolare le vie della città.

Altre immagini che ho impresse sono quella del sirenetto Merman Blix in residenza nella Piscina Acquadiccia (Splash! Libera la sirena che è in te), e il discorso tenuto da Cécile Kyenge in occasione dell’apertura di Museum of Nonhumanity: entrata pienamente nello spirito del progetto, l’ex Ministra immaginava un futuro in cui gli studenti europei potessero e volessero chiedere di fare l’Erasmus in Africa.


Invece cosa significa dirigere l’ultimo Santarcangelo Festival?


Lisa:

sapere che questo progetto continuerà dopo di noi è una gioia. In questo senso sono profetiche le parole di Rosanna Bianchini, una degli Artigiani del Corpo di Santarcangelo, che si è guadagnata la carica di Astrologa Ufficiale del Festival: Santarcangelo Festival è una creatura con la pelle dura che arriverà almeno a cento anni.


L’impegno politico caratterizza Santarcangelo Festival, da sempre, qual è oggi il rapporto tra arte e politica?


Eva:

Santarcangelo Festival ha da sempre un approccio politico e in questo senso ha sempre immaginato il pubblico e gli artisti come cittadini: è un Festival che invita tutti a prendere posizione e parlare a voce alta. Allo stesso modo, l’arte ha reso questo luogo uno spazio di libertà dove poter provare a vivere il mondo in un modo diverso. Per dieci giorni, dal 5 al 14 luglio, siamo tutti cittadini attivi e siamo tutti liberi.


Il tema politico come si è evoluto in questi tre anni?


Lisa:

come ha detto Eva, Santarcangelo è un Festival che ha nel suo DNA un approccio politico, tanto rispetto alla sua proposta artistica quanto a come questa viene presentata. In questi tre anni c’è stata sicuramente un’evoluzione: il primo anno il progetto affrontava da tanti punti di vista le politiche identitarie legate al corpo e l’idea di corpo come strumento politico; il secondo anno ci siamo concentrate su come le nostre emozioni possano essere manipolate a fini politici; quest’anno il disegno è probabilmente meno immediato da decifrare: si tratta di un invito ad attraversare la complessità senza semplificarla, con una linea di lavoro sulla narrazione storica e su quali siano le responsabilità di ciascuno nella scrittura della Storia. Questo Festival vuole essere una palestra, uno spazio, un tempo dove ci si ferma e si prova ad allenare lo sguardo e il cervello a un pensiero critico che non dà niente per scontato. La volontà è di lavorare con l’assenza, come se immaginando una fotografia ci si concentrasse su chi non c’è. Un’altra linea di lavoro indaga la Storia come composizione di fatti e di dati, invitando a riflettere su come i media affrontino l’attualità. È questo il caso della video-installazione Liquid Violence del collettivo Forensic Oceanography, a cui sarà possibile assistere tutti i giorni del Festival in Piazza Ganganelli (ingresso libero), ma anche di Guilty Landscapes dell’olandese Studio Dries Verhoeven, che porta provocatoriamente in primo piano la sgradevole realtà trasmessa dai telegiornali, e degli Agenti di Public Movement (da Tel Aviv/Berlino) nella performance site-specific per uno spettatore alla volta Debriefing Session: Santarcangelo Festival, risultato di un’affascinante ricerca sull’arte moderna palestinese precedente al 1948. Arte e narrazione storica sono anche al centro di Domínio Público, progetto che i brasiliani Elisabete Finger, Maikon K, Renata Carvalho e Wagner Schwartz, per la prima volta in Europa, portano a Santarcangelo dal 10 al 12 luglio.


Chi è lo spettatore tipo del Santarcangelo Festival?


Lisa:

una delle caratteristiche più appassionanti di questo progetto è che non c’è uno, ma molti “spettatori tipo”: abbiamo un pubblico molto diversificato, per origine, nazionalità, età… In questi anni abbiamo lavorato per rendere il Festival più accessibile in particolare a un pubblico giovane. Chiaramente ci sono delle aree di appartenenza: le persone del territorio, la comunità artistica italiana e transnazionale, ma più che a uno spettatore tipo mi piace pensare a una moltitudine di persone diverse.


Domanda cattivella, per chi come me arriva da Milano e non può vedere tutti gli spettacoli proposti. Quale non devo assolutamente perdere e perché?


Eva:

tra gli eventi più attesi c’è sicuramente la performance di apertura Dragon, rest your head on the seabed dei madrileni Pablo Esbert Lilienfeld e Federico Vladimir Strate Pezdirc, uno spettacolo di danza contemporanea e nuoto sincronizzato in anteprima nazionale presso la Piscina Olimpionica di Serravalle (San Marino) il 5 e il 6 luglio. Questa edizione presenterà anche delle nuove produzioni, spettacoli nati da uno stretto rapporto degli artisti con il territorio che debutteranno durante i giorni del Festival e che il pubblico potrà vedere per la prima volta. Kristina Norman presenta Lighter Than Woman, dal 5 al 14 luglio, nel Teatrino della Collegiata: il risultato di 3 anni di confronti dell’artista estone con alcune badanti della zona e di Bologna, donne migranti che si dedicano ad attività di cura degli anziani. Sabato 6 luglio debutterà il nuovo lavoro di Francesca Grilli, Sparks, progetto che coinvolge alcuni bambini e bambine del territorio che leggeranno la mano agli spettatori, ribaltando la relazione di potere tra infanzia e mondo adulto.


Cosa vorrete che si portasse a casa lo spettatore del Festival a fine serata?


Eva:

Santarcangelo Festival è un’esperienza immersiva, non esiste un “fine serata”. Il Festival comincia la mattina del 5 luglio e continua non-stop per dieci giorni, fino alla notte del 14. Dopo gli spettacoli andiamo tutti a Imbosco, il dopofestival di Santarcangelo: sotto un tendone da circo nascosto tra gli alberi, ai piedi del Parco Cappuccini a fianco del fiume Uso, Imbosco è lo spazio magico che accoglie il pubblico dalla mezzanotte, proponendo ogni notte un dj-set diverso.


Invece cosa vi portate a casa voi dopo questi tre anni?


Eva e Lisa:

riparliamone il 15 luglio, all’alba dopo Imbosco.


Segnato in Agenda, il 15 di luglio scopriremo cosa si saranno portate a casa Eva & Lisa.


Buon Santarcangelo Festival a tutti.


Milano 01/07/2019

Foto by Valentina Bianchi


INFO

nel prossimo autunno sarà pubblicato il bando per il 2021-2023.

Ma per affrontare il 50esimo anniversario il Consiglio di Amministrazione di Santarcangelo dei Teatri ha affidato la direzione artistica dell’edizione 2020 alla compagnia Motus, ovvero Enrico Casagrande e Daniela Nicolò, da sempre vicini al festival. Una scelta fatta:

“per costruire un percorso articolato di studio, analisi e restituzione della storia del Festival e concepire una programmazione che possa rispecchiarne l’identità salda e cangiante”