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Sancho Panza dai capelli Blu, Serra Yilmaz

21/02/2020

Foto Gokhan Cirak



Considerato una delle opere più importanti della letteratura mondiale, il Don Chisciotte della Mancia è un romanzo che attinge sia al genere picaresco sia al romanzo epico-cavalleresco.


Il Don Chisciotte di Alessio Boni, uno dei divi del nostro cinema e televisione, invece approda a Teatro Manzoni di Milano. E ad affiancare Boni, nel ruolo di Sancho Panza, una tra le attrici che amo di più; amo la sua capacità recitativa e coinvolgente, amo la sua presenza scenica forte e tenera al tempo stesso, ma soprattutto amo la sua umanità.


Sto parlando di Serra Yılmaz, nata a Istanbul ma cresciuta in Francia, ha scelto però Firenze come città d’adozione. Nota per essere l’icona del regista e connazionale Ferzan Özpetek (ancora nei cinema con il bellissimo film La dea fortuna), Serra ormai da anni recita anche nei nostri più importanti teatri, come non citare il bellissimo monologo Grisélidis.


DON CHISCIOTTE

dal 27 febbraio al 15 marzo 2020

Teatro Manzoni

via Manzoni 42 – Milano

liberamente ispirato al romanzo di

Miguel De Cervantes Saavedra

adattamento di Francesco Niccolini

drammaturgia Roberto Aldorasi, Alessio Boni, Marcello Prayer, Francesco Niccolini

regia Alessio Boni, Roberto Aldorasi, Marcello Prayer

con Alessio Boni, Serra Yilmaz, Marcello Prayer, Francesco Meoni, Pietro Faiella, Liliana Massari, Elena Nico Ronzinante, Nicolò Diana


sinossi

narra le strabilianti avventure di un eroe fuori dal tempo, il cui spirito, infiammato dalla lettura dei poemi cavallereschi, anela a epiche imprese. Un cavaliere errante e il suo fido scudiero, Sancho Panza, contadino simbolo di purezza di cuore, la cui saggezza di matrice popolare contrasta con la lucida e nobile follia di Don Chisciotte. Forse ci vuole una qualche forma di follia, ancor più che il coraggio, per compiere atti eroici. Dopotutto, sono proprio coloro che sono folli abbastanza da andare controcorrente, che meritano di essere ricordati in eterno.


Foto Lucia De Luise


Ho raggiunto telefonicamente Serra, intenta a preparare l’ennesima valigia perché sempre in giro per l’Italia, e che ringrazio per aver accettato nuovamente il mio invito.


Serra, Miguel de Cervantes sottolineò l'inadeguatezza della nobiltà dell'epoca a fronteggiare i nuovi tempi che correvano in Spagna, un periodo storico caratterizzato infatti dal materialismo e dal tramonto degli ideali. Il Don Chisciotte che vedremo al Teatro Manzoni è fedele all’originale?


Diciamo che è fedele anche se con delle libertà prese.

Inevitabile il legame con oggi.


Stessa situazione politica?


Non direttamente…


Don Chisciotte trascina con sé Sancho Panza, cui promette il governo di un'isola a patto che gli faccia da scudiero. Nella vostra versione cosa spinge Sancho a seguire Don Chisciotte?


Stessa motivazione.

Sai cosa TiTo… è difficile realizzare questa intervista se non hai ancora visto lo spettacolo.


Hai ragione Serra, per questo motivo dobbiamo fare in modo di invogliare i nostri lettori e il sottoscritto (ci vorrà poco perché ho già in tasca il biglietto) attraverso questa intervista e venire ad applaudirti a teatro. Dunque, tu interpreti Sancho Panza, ma sarà un uomo, una donna… o andrà ben oltre?


È un uomo, anche se lo interpreta una donna.

Sancho è un contadino molto materialista e realista, ma soprattutto vorrebbe governare l’isola promessagli da Don Chisciotte. È il suo sogno.


Un sogno materiale.


Sì è vero, ma Sancho ha anche questa capacità, quella di sognare.


Sancho Panza in tre parole.


Buon senso contadino.

Una certa avidità.

Sognatore.


Serra Yilmaz...


Mah… difficile… direi:

Recitare.

Avere il culto dell'amicizia.

Vivere l'istante.


Ti hanno mai dato della ‘pazza’ per aver inseguito i tuoi sogni?


Certo, sempre, capita a tutti credo.

Ognuno di noi, nel suo piccolo, fa cose un po' pazze e che escono dall’ordinario. Questo fa paura agli altri, loro però hanno paura per te perché non vorrebbero che tu abbia delle delusioni. Ma le delusioni fanno parte della vita, capita di sbagliare, no? ci può stare!


Non esiste una ricetta del successo, se no avremmo solo successi, ma dovendo scegliere gli ingredienti perfetti, secondo te quali sono indispensabili per uno spettacolo… di successo?


Uno spettacolo di successo… deve riuscire a toccare chi lo guarda.

Ci deve essere un pizzico di tristezza, un tocco di riflessione e quanto basta di ironia. Ma alla fine ti deve toccare, non ti deve lasciare indifferente.


Questo vorresti che mi portassi a casa dopo aver visto Don Chisciotte?


Sì.

Vorrei che lo spettatore si divertisse anche perché riflettere va benissimo, riflettere tra due risate va ancora meglio.


Tu ti diverti farlo?


Tantissimo.

Recitare in questo spettacolo per me è un grande piacere, soprattutto mi piace interpretare Sancho Panza e lo faccio con grande gioia e divertimento.


A proposito di ricette. Ti seguo da tempo sia al cinema che a teatro, in TV ho fatto il tifo per te nella versione di Celebrity MasterChef. Un piatto che cucinerebbe, oggi, Sancho per Don Chisciotte?


Fammi pensare…

Potrei fargli un piatto contadino turco che ci chiama Kescikek

(questa la pronuncia, Serra mi fa lo spelling)


Serra per non sbagliare, se mi mandi un WhastApp è meglio.

Certo certo...


Keşkek

(questa la dicitura corretta)


È un pasto molto nutriente e delizioso. Un pranzo che si prepara solitamente per le feste.

Devi far bollire il grano a lungo. Poi fai cuocere il collo d’agnello o di pecora, una volta stracotto devi disossarlo. Metti in una ciotola la carne a piccoli pezzi, aggiungi il grano e con un cucchiaio di legno lo devi lavorare colpendo rapidamente la carne e il grano a lungo fino ad ottenere una purea. A piacere puoi aggiungere un po' di cannella. Credimi è molto delizioso e alla fine ti rimane un gusto assai saporito.


Ci credo anche perché sono stato sia a Cipro (parte turca) che in Turchia e ho mangiato benissimo… però io mangio vegetariano ma Don Chisciotte apprezzerà sicuramente.


Visto che Sancho Panza è un contadino penso sia il piatto giusto per Don Chisciotte.


Al cinema sei un’icona dei film di Ferzan Özpetek, uno dei pochi registi che racconta il mondo gay senza cadere nel luogo comune. Troppo spesso i personaggi gay sono un espediente per ridere di loro, invece che ridere con loro, senza trasformare in macchiette i personaggi. Impresa ardua perché troppo spesso succede il contrario. Quant’è importante per te andare oltre gli stereotipi?


È molto importante.

Lo stereotipo può servire per le barzellette. Non sono per censurare le barzelletta sul gay o sull'ebreo perché vorrebbe dire non avere più umorismo, quindi questo no. Ma in qualità di interprete cinematografica non mi piacciono gli stereotipi in un film, anche perché un film ti fa vedere frammenti di vita vera, di conseguenza non devono esserci delle caricature, ci possono essere ma il tutto finalizzato al gioco.


La diversità implica ricchezza non indebolimento, perché la gente ha ancora paura della diversità?


Oggi più che mai.

L'economia va molto male, andando così male l'economia i nostri ‘signori’ politici giocano sulla paura dell'altro per deviare l'attenzione su altri fatti. Il problema non è l’immigrato, ci sono sempre stati e sempre ci saranno. La paura che si cerca di imporre alla gente è solo per sfruttarli meglio. Il popolo dovrebbe essere un pochino più intelligente. Ma ti dirò… con una tale televisione e con una tale stampa, come si fa oggi ad essere intelligenti? Il livello culturale si sta abbassando ogni giorno sempre di più, purtroppo!


Ed io continuerò assieme a Voi artisti a divulgare l’arte, la bellezza e il talento. A proposito di talento ti va di dare l’appuntamento con lo spettacolo Don Chisciotte?


Certo.

Venite a vedere Don Chisciotte, perché è uno spettacolo bello, perché è divertente e perché scoprirete un Don Chisciotte che magari avete dimenticato. Don Chisciotte, e bene non dimenticarlo, nasceva per ricordarci che dobbiamo essere coraggiosi, sufficientemente coraggiosi per seguire i nostri sogni.


Chiuderei qui, grazie a questa ultima frase, piena di speranza, anzi no… piccola curiosità, Sancho Panza in scena avrà i capelli blu?


Certo!

by TiTo